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Puri come una bestemmia

 

50x70 ONLUS Puri Come una Bestemmia xNell’ambito della Campagna Permanente contro la Violenza di Genere, l’AssociazioneTi Amo da Morire ONLUS” è lieta di InvitarLa, mercoledì 12 aprile 2017 alle ore 20.30, presso il Teatro ARCILIUTO, Piazza Montevecchio, 5 – tra via dei Coronari e il Chiostro del Bramante, praticamente dietro piazza Navona, alla presentazione dell’evento di teatro canzonePuri Come una Bestemmiacon Rossella Seno, Lino Rufo e Yuki Rufo.

L’INGRESSO È LIBERO

Il Costo dell’apericena è di 10 euro.


 “In un mondo votato al vuoto consumismo dei sentimenti e delle idee, Noi abbiamo deciso di sederci dalla parte considerata sbagliata dalle odierne convenzioni, quella del cuore.

Successo non è emergere a tutti i costi, ma riuscire a essere fedeli a se stessi, senza lasciarsi ingannare da una società che come pensiero unico ha il profitto e ci ha portati ad avere piuttosto che essere.

Ecco perché portiamo in scena le storie di coloro che, per scelta o costrizione, stanno al di là della vetrina, gli ultimi: i clochard, i carcerati, i violentati, gli zingari, le puttane, i pazzi…

…e poi la bellezza non fiorisce nei posti più inaspettati, come i papaveri tra i binari del treno, mentre le stelle continuano a cadere e istillare speranza al mondo?

…e poi la vita non è rincorrere le illusioni, ma affrontare il buio più profondo per poi scoprire la luce in fondo al tunnel della disperazione e ringraziarla per le uniche vere ricchezze che ci ha donato: occhi per vedere, cuore per amare, voce per cantare, piedi per andare…

…e la Verità non è forse odiata perché ci mette brutalmente di fronte “a quel che siamo”?”

… noi con la nostra violenza sulle donne!!!

Le donne maltrattate, le donne abusate, le donne sfruttate… le donne ammazzate!!!…  uccise solo per incensare un ego mai pago nel soddisfare la propria mania di onnipotenza che si manifesta attraverso la forza fisica, alla base di una violenza che si materializza quando non si possiedono le armi del dialogo e della comprensione, ma soltanto gli istinti atavici dell’homo homini lupus

…perché non cambiamo la cultura maschilista, che viene alimentata dalla paura della forza creatrice delle donne, per approdare ai canoni della civiltà,  evitando questo massacro inutile che sta uccidendo il mondo delle idee e della bellezza a favore del ritorno alle caverne?


Rossella Seno

Cantattrice veneziana, è presente sulla scena teatrale, televisiva e musicale con performance dalla particolare personalità. Spesso è ironica, a volte autenticamente passionale. Frequenta dapprima l’Avogaria di Venezia, poi si trasferisce a Roma continuando studi teatrali e musicali : con Carlo Merlo dell’Accademia Silvio d’Amico, seguendo il “Metodo” con Francesca De Sapio, con Beatrice Bracco, e con Michel Margotta, tutti membri dell’Actor Studio. Attrice protagonista di una o più puntate di fiction e soap televisive. (“La Dott.ssa Giò”, “Carabinieri”, “Il bello delle donne”, “La squadra”, “Un posto al sole”,…) e di uno dei tre episodi dell’opera prima di A. Zaccariello “Boom”, film per il cinema. Guest nell’opera musicale “Com’erano venute buone le ciliegie nella primavera del ‘42” di Mario Castelnuovo assieme a Lina Werthmuller ed Athina Cenci. E’ “one woman show” ne “La Rossa di Venezia” al Piccolo Ambra Jovinelli di Roma, spettacolo di Teatro-Canzone scritto con Giò Alajmo e diretto da Claudio Insegno. Con “Sex in the city”, versione teatrale italiana della nota serie televisiva, nel ruolo di Monica (Miranda) riconferma le doti di attrice di carattere, ottenendo un successo di critica e pubblico. Nel recente film “Adius” di Ezio Alovisi, dedicato al cantautore Piero Ciampi, ne interpreta “L’amore è tutto quì”, con una intensa modalità di ‘recitar-cantando’ guidata e accompagnata dal M°Lilli Greco. Rimane nella progettualità articolata e multimediale dello stesso film ed è protagonista del curioso e innovativo “Adius : AvantFilm, due storie con finale mobile” , sorta di reading teatral-musicale che mescola immagini suoni evocazioni e curiose scoperte letterarie. Dall’ esperienza cinematografica e teatrale di “Adius” ecco le tracce sonore che compongono l’ep “E il tempo se ne va” – quattro brani ciampiani diretti e arrangiati dal M° Gianni Marchetti, storico autore delle musiche di Ciampi. Il titolo che dà il nome alla registrazione si riferisce ad un inedito che è stato presentato e interpretato da Rossella Seno in anteprima al premio Ciampi 2008, meritandosi un Premio Speciale ed inserito nel package “Piero Ciampi e le sue storie” – Sony Music, uscito il 19 gennaio 2010. Voce narrante per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia nella rappresentazione teatrale per le scuole “Evviva l’Italia”, testo di Giampiero Darini. E’ stato nel frattempo presentato all’Arciliuto di Roma, all’interno della rassegna “Per chi suona la campana”, il recital “Ah, Piero Ciampi”, canzoni, testi poetici, video, registrazione della voce stessa di colui che ebbe “tutte le carte in regola per essere un artista”, con Giuliano Valori al piano e Andrea Esposito alla chitarra, un trio molto liquido, aperto, “jazzy”… La presentazione della compilation “Cosa resta di Piero Ciampi”, che raccoglie contributi dei tanti artisti che negli ultimi anni hanno realizzato omaggi al grande artista livornese, tra cui l’inedito “E il tempo se ne va”, cantato da Rossella Seno, è avvenuta Il 19 ottobre 2012 al Teatro C di Livorno. Fa inoltre parte del progetto “Il cielo degli orsi”, avviato dal cantautore Paolo Fiorucci, in favore della tutela dell’orso, con “Luna su di me”, di Fiorucci-Germini. Il 12 dicembre 2013 ha debuttato al Teatro Arciliuto di Roma con “Cara Milly” – parole d’amore e di guerra già cantate da Carla Mignone, compitate in bell’ordine da Giuseppe De Grassi. Dal 16 maggio 2014 il brano “Luna su di me“, edito dalla CNI, è acquistabile su iTunes. Parte dei proventi andranno ad Animals Asia per la liberazione e la protezione degli orsi della luna dalle fattorie della bile. Nel settembre 2014 è coinvolta nel progetto “Ti amo da morire” – campagna contro il femminicidio (Artisti vari). Dal 2007 al 2014 è una delle voci di Prima Pagina del TG5 Il 19 settembre 2015 partecipa ad “Animal Aid Live” , Roma – Piazza del Popolo, il primo concerto in favore dei diritti di tutti gli animali. Esperienza che riperterà il 25 settembre del 2016, presentando la canzone di Matteo Passante “Dio cane”, per non dimenticare “Angelo”, emblema di questo mondo malato e degradato, un povero cane randagio impiccato e brutalmente ucciso da quattro bastardi. Parte attiva del “Calendario Solidale 2017 – i colori delle stelle – Donne impegnate” con testi di Ezio Alessio Gensini, fotografie di Carlo Bellincampi ed elaborazioni pittoriche di Leonardo Santoli. Nel settembre 2016 incide “A tutti buonasera”, di Pino Pavone e Fabio Bianchini. Video di Francesco Felli. Brano in difesa della nostra Costituzione. Testimonial delle Onlus Ti amo da morire – contro il femminicidio Nel 2017 porta in scena gli ultimi con “Puri come una bestemmia” – con Lino e Yuki Rufo, spettacolo di canzone teatro.

 

Lino Rufo

Artista molisano, romano d’adozione, opera in campo musicale da oltre due ventenni. Nella seconda metà degli anni ’70 fa parlare di sé per la Reunion del Naples Power in occasione della registrazione del suo secondo LP “Notte Chiara” che lo fa notare dalla critica musicale italiana e lo mette in mostra come uno degli artisti più promettenti del panorama musicale nazionale. Ed ecco che, sulla scia delle note di “Laura G”, “Amore in manicomio”, e “Fa’ che mi telefoni”, Lino Rufo effettua tour massacranti con i Pooh, Vasco Rossi, Alberto Fortis e tanti altri colleghi degni di nota; ottiene gratificanti passaggi televisivi a “L’altra Domenica”; è protagonista di video clip d’autore come quello di “Figlio d’Amore” per la regia di Enzo Trapani posto al “Disco per l’Estate” e la partecipazione al Festival di Sanremo. Poi come se non bastasse, diventa programmatore e conduttore in Rai di trasmissioni importanti come “Radio Anch’io”, “Musicalmente”, “Disco Incontro” e da alla luce “Ballerina”, che è tuttora la sua canzone più conosciuta. Lino Rufo dal ‘97, ad oggi è protagonista di una frenetica attività di musica dal vivo nelle Piazze, Festival Blues Internazionali e Migliori Locali Italiani accompagnato da famosi musicisti italiani. Nel 2008 fonda un gruppo, i noGospel, con cui registra due dischi, Dal Volturno al Mississippi e Swing low…, insieme al nucleo dei quali apre le date italiane del tour mondiale di John Mayall e, in seguito, registra il primo CD di Francesco Pannofino, “Io vendo le emozioni”, con cui è attualmente in tour. Conduce, inoltre, “Per chi suona la campana?” insieme a Giovanni Samaritani ed Ernesto Bassignano presso il Teatro Arciliuto di Roma. Ha all’attivo dodici dischi, tra singoli e album, due film per il cinema e diverse trasmissioni radiofoniche per la RAI.

 

Yuki Rufo

collaborazioni:

Giulia Pratelli, Città Giardino, Greenwich con Matteo Locasciulli e Francesca Xefteris (Sofia di Xfactor), Harold Bradley, Edoardo De Angelis e tutti quelli di “Ti Amo da Morire” – Campagna Nazionale contro il Femminicidio, Carlo Alberto Ferrara, Pati Palma, Marco Ró (Amici e Sanremo), Roberto Kunstler, Jimmy Ingrassia , The Voice), Percy Duke (The Voice Germany), Ernesto Vitolo, Lino Rufo, Paul Rossi, Vanilla Sky, Julia Lenti, Capital Strokes, Session Voice, Mario Insenga (Blue Staff), Giorgio Panariello,  Kira Franka, Mannarino, Francesco Pannofino, Jimmy Z, Bruno Marinucci, Fabiano Lelli, Carlo Conti, Emiliano Pari, Pierpaolo Ranieri, Marco Rovinelli.

concorsi:

Vincitore Macchia Blues Guitar contest, Vincitore Timy Yuro Festival, Finalista Emergenza Acoustic.

festival:

Blues sotto le stelle (Pietravairano), Joe’s Blues Festival (San Martino In Pensilis), Timy Yuro, Festival (Rocchetta a Volt.no), Vokal Fest ( Roma Stazione Birra), Lucca Summer fest (Lucca), Festival della creatività (Firenze Fortezza da basso), Notte Bianca Pontedera (Pisa), Eddie Lang Jazz Festival (Monteroduni), Macchia Blues Festival (Isernia) sia Winter che estiva, Earth Hour per il WWF (Innsbruck), Partecipazione al Cantagiro 2013, Per Amatrice (Civitavecchia), Per I Rifugiati Politici UNHCR (Firenze)

aperture concerti:

Elisa a Lucca e al Rolling Stones di Milano, John Mayall a Roma e a Torino, Luca Carboni Notte Bianca Pontedera (Pisa), Paul Warren a San Martino in Pensilis, Stanley Jordan a Monteroduni

discografia :

Odilaria (Lino Rufo) Dal Volturno Al Mississippi, Swing Low… , live@Teatro Ambra (Lino Rufo & Nogospel), Musicondriaco (CarloAlberto Ferrara, Fiori D’Inverno (Tudelise), Un Mondo Digitale (Marco Ró), Sotto i piedi dei giganti (Jimmy Ingrassia) e un altro in uscita…

arrangiamenti:

sezioni Odilaria (Lino Rufo), musica Swing low… e musica (cantautore, chitarrista) di “Qui” (colonna sonora di “Ti Amo da Morire” – Campagna Nazionale contro il Femminicidio) , colonna sonora pezzo Tudelise per serie Tv ( freaks ) numerosi video clip…

ha suonato:

Auditorium (Roma), Auditorium (Parigi), Auditorium (Isernia).


Ti Amo da Morire Onlus

L’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, persegue finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate, in via primaria, attraverso uno “Sportello dʼAscolto Legale e/o Psicologico – Ti ascolTiAmo da Morire” dedicato a tutte le donne che si trovino sul territorio nazionale che, al di là della loro condizione sociale, culturale ed economica, subiscano, sia in ambito familiare che extrafamiliare, qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico quali ad esempio, violenza, sfruttamento, stalking, mobbing familiare, emarginazione e discriminazione, atti questi spesso preludio del ben più grave FEMMINICIDIO, nonché ai minori, appartenenti al nucleo familiare in sofferenza, vittime, sia pur in modo riflesso, di qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico nella loro condizione di soggetti svantaggiati.

Lo sportello dʼascolto fornisce consulenze qualificate e supporto tecnico da parte di avvocati, psicologi, sociologi e assistenti sociali, al fine di individuare i bisogni e fornire le prime risposte, attraverso il numero verde 800-642328, operativo in giorni e a orari stabiliti.

LʼAssociazione garantisce la gratuità dei servizi offerti e lʼanonimato.

Tra le attività secondarie, invece, vi è lʼutilizzo della cultura e di tutte le forme d’arte, perché è su queste che si gioca la partita della sopravvivenza e dello sviluppo sano della nostra società ed è per questo che “Ti Amo da Morire ONLUS” trova spazi e momenti di riflessione in tutte quelle manifestazioni culturali/artistiche (grandi e piccole) che riesce a creare o con cui riesce a interagire, predisponendo una nutrita agenda di appuntamenti a livello nazionale. “Ti Amo da Morire ONLUS”, diffonde il proprio messaggio, attraverso una ampia agenda di appuntamenti a livello nazionale quali convegni ed eventi così declinabili: CanTiAmo da Morire – ReciTiAmo da Morire – LeggiAmo da Morire – ScriViAmo da Morire – DipingiAmo da Morire – DanziAmo da Morire – DisegnAmo da Morire – FilmiAmo da Morire – FotografiAmo da Morire – PoeTiAmo da Morire – ProgetTiamo da Morire ecc…

Il progetto intende creare una vasta comunità formata da operatori, artisti, giornalisti, scrittori, registi, filmaker, fotografi, grafici, pittori, attori, intellettuali, filosofi, giuristi, psicologi, sociologi e assistenti sociali ecc… uniti dalla stessa sensibilità e convinti che con l’arte e la cultura ci si possa porre al servizio di un tema sociale così importante veicolandone e amplificandone il messaggio.


Teatro ARCILIUTO – Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma – Tel. +39 06 6879419

http://www.arciliuto.it

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Associazione Ti Amo da Morire ONLUS

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L’amore rifiutato

50x70 ONLUS amore rifiutato xx

Nell’ambito della Campagna Permanente contro la Violenza di Genere, l’AssociazioneTi Amo da Morire ONLUS” è lieta di InvitarLa, mercoledì 8 marzo 2017 alle ore 20.30, presso il Teatro ARCILIUTO, Piazza Montevecchio, 5 – tra via dei Coronari e il Chiostro del Bramante, praticamente dietro piazza Navona, alla presentazione del libro “L’amore rifiutatodi Gianclaudio Grimaldi, edito da Carthago. Interverranno l’autore e l’attrice Adele Perna, seguirà lo spettacolo musicale con Lino Rufo e Giovanni Samaritani.

L’INGRESSO È LIBERO

Il Costo dell’apericena è di 10 euro.

 “Perché la sua splendida collezione di abiti non lo emozionava più come prima?

Per quale misteriosa ragione gli esercizi fatti in palestra con tanta diligenza non lo facevano sentire più in forma ma solamente stanco e irritato?

Perché le persone, le cose, tutto ciò che prima era stato sempre contraddistinto da un suo colore o da una qualche caratteristica peculiare, adesso gli appariva sbiadito e privo di significato?

Perché la vita aveva perso il suo sapore?

E soprattutto per quale misterioso motivo doveva sentirsi così dannatamente solo?

Gianclaudio Grimaldi

Gianclaudio Grimaldi nasce a Firenze, vive e lavora a Catania. Si approccia giovanissimo allo studio del pianoforte, per poi dedicarsi allo studio del basso elettrico e alle esibizioni dal vivo che si alternano agli studi universitari. L’impulso artistico, visto come possibilità di espressione e comunicazione, accompagna sempre Gianclaudio durante il suo percorso di crescita e arricchimento interiore. Tra i suoi numerosi interessi, che vanno dallo sport a quello per la natura e il mare, dalla musica ai viaggi, c’è anche la lettura, che lo porta ben presto a scrivere. Dopo essersi dedicato alla scrittura di racconti brevi, con i quali partecipa a vari concorsi letterari banditi sul territorio nazionale, Gianclaudio si dedica allo studio della scrittura per immagini e allo studio della composizione letteraria del romanzo. In parallelo, l’interesse di Gianclaudio per i vari generi cinematografici comprende e ricopre il vasto itinerario che va dai polizieschi alle commedie all’italiana, dai noir francesi fino alle pellicole d’azione americani, e si accompagna a quello per la rappresentazione teatrale. La passione che Gianclaudio nutre per il cinema e per il teatro ne alimenta l’interesse all’approfondimento dello studio della drammaturgia, ispirato anche dalla particolare attenzione riservata all’osservazione dei temi sociali, e delle tecniche di sceneggiatura. La continua ricerca della migliore formula di espressione artistica personale affianca il perfezionamento dell’arte della scrittura, allo studio e all’approfondimento dell’arte della recitazione, che lo spinge anche a scrivere e interpretare i propri monologhi, e lo porta a frequentare la Film Theatre Academy e a recitare il ruolo del personaggio che appare tra i co-protagonisti del corto ‘Punches’ scritto da Stefano Russo e diretto da Massimiliano Gallo. In parallelo, lo stimolo creativo letterario porta Gianclaudio alla pubblicazione, con Carthago, del romanzo ‘L’amore rifiutato’. Nell’ottica di un continuo improvement personale, Gianclaudio partecipa a diverse Master Class con Michele Placido, Fabio De caro e Stefano Russo, presso la Film Theatre Academy Antonio Monaco, con Gabriele Mainetti, presso il Maxxi , nell’ambito del Roma Creative Contest. Il percorso di Gianclaudio, che alterna lo studio della recitazione al perfezionamento delle tecniche di scrittura per immagini, continua ad avere una propria connotazione artistica e alla collaborazione alla supervisione della sceneggiatura del Trailer del Film ‘E Noi Tutti Qui Aspettando il Sole’ di Antonio Monaco e con Maurizio Mattioli, seguono altre collaborazioni che lo vedono attualmente impegnato con le sceneggiature di film di vario genere.

Adele Perna

Adele Perna nasce artisticamente alla fine degli anni 90, inizia intorno al 1998 a collaborare con la filodrammatica del Golfo, compagnia diretta dal regista Faro Como. Con loro viaggia per un paio d’anni in tournée in tutta Italia collaborando con artisti del calibro di Ottavia Piccolo e Romano Davare. Nello stesso periodo inizia a studiare con Rosa Maria Spena, attrice del piccolo di Milano, con la quale mette in scena diverse opere shakespeariane. Nel 2002 approda a Roma e inizia a studiare tecniche e teorie del Musical presso l’Accademia tuttinscena diretta da Pino e Claudio Insegno: fra gli insegnanti troviamo Tosca Donati per il canto, Raffaele Paganini per danza e attori quali Adalberto Maria Merli, Pino Insegno, Claudio Insegno e il maestro Diotaiuti per la recitazione/dizione. In quegli anni collabora con il produttore Fausto Costantini con il quale si ritrova a lavorare su diverse opere teatrali collaborando con artisti quali Milo Vallone, Sergio Fiorentini, Antonio Fulfaro, Lando Buzzanca, Cristiana Lionello ed altri artisti conosciuti, non per ultimo Enzo Garinei che la dirige in “passato di pomodoro” spettacolo di cui è protagonista. Negli stessi anni entra a far parte della compagnia del soprano lirico Giosiana Pizzardo con la quale lavora continuativamente fino al 2007 interpretando vari ruoli su tutti i Musical e le operette da lei dirette. Nel 2007, trasferitasi a Milano inizia ad apprezzare la recitazione cinematografica per cui decide di approfondire gli studi entrando nella scuola di Raoul Manso, coach argentino di scuola Grotowskyana, con il quale approccia il metodo Stanislawsky e Strasberg associato alla recitazione. Iniziano infatti in quel periodo i lavori per la televisione: gira infatti diversi spot per Tim, Avon, Sky, Mediaset e partecipa come attrice al programma scherzi a parte. Iniziano anche in quel periodo le partecipazioni a film indipendenti e a fiction televisive, gira infatti un horror diretto dal regista francese- all’epoca aiuto di Luc Besson- Gerard Diefenthal di cui è coprotagonista insieme a Barbara Bouchet, lo stesso Diefenthal, Marco Distefano. Dal 2010 ad oggi collabora con la regista bresciana Mariaelena Masetti Zannini interpretando, spesso da protagonista, le opere teatrali da lei create, con il regista e autore Luca Gaeta, ritrovandosi nel cast di “le dissolute assolte” ormai da diversi anni e con il regista salernitano Egidio Carbone, essendo la protagonista di entrambi i corti girati dal medesimo: “Guado” e “Caligo”. Continua altresì la sua carriera nel cinema indipendente e non. Attualmente studia presso il laboratorio permanente -ESTAD- diretto dall’attore Daniele Monterosi. In questi giorni è sul set del nuovo film di Giorgio Amato “oh mio Dio” che uscirà nelle sale nel settembre 2017, contemporaneamente sta collaborando attivamente a due progetti cinematografici scritti dallo sceneggiatore e attore Francesco Rizzi, entrambi in pre produzione e in uscita nel 2017/2018. Il 28 e 29 marzo del corrente anno la vedremo in scena presso il teatro cometa Off quale coprotagonista di un corto teatrale “exit” scritto e diretto da Rose Grasso che sarà messo in scena nell’ambito della manifestazione shortlab creata da Massimiliano Bruno.

Giovanni Samaritani

Cantante, attore e direttore artistico del Teatro Arciliuto.

Lino Rufo

Artista molisano, romano d’adozione, opera in campo musicale da oltre due ventenni. Nella seconda metà degli anni ’70 fa parlare di sé per la Reunion del Naples Power in occasione della registrazione del suo secondo LP “Notte Chiara” che lo fa notare dalla critica musicale italiana e lo mette in mostra come uno degli artisti più promettenti del panorama musicale nazionale. Ed ecco che, sulla scia delle note di “Laura G”, “Amore in manicomio”, e “Fa’ che mi telefoni”, Lino Rufo effettua tour massacranti con i Pooh, Vasco Rossi, Alberto Fortis e tanti altri colleghi degni di nota; ottiene gratificanti passaggi televisivi a “L’altra Domenica”; è protagonista di video clip d’autore come quello di “Figlio d’Amore” per la regia di Enzo Trapani posto al “Disco per l’Estate” e la partecipazione al Festival di Sanremo. Poi come se non bastasse, diventa programmatore e conduttore in Rai di trasmissioni importanti come “Radio Anch’io”, “Musicalmente”, “Disco Incontro” e da alla luce “Ballerina”, che è tuttora la sua canzone più conosciuta. Lino Rufo dal ‘97, ad oggi è protagonista di una frenetica attività di musica dal vivo nelle Piazze, Festival Blues Internazionali e Migliori Locali Italiani accompagnato da famosi musicisti italiani. Nel 2008 fonda un gruppo, i noGospel, con cui registra due dischi, Dal Volturno al Mississippi e Swing low…, insieme al nucleo dei quali apre le date italiane del tour mondiale di John Mayall e, in seguito, registra il primo CD di Francesco Pannofino, “Io vendo le emozioni”, con cui è attualmente in tour. Conduce, inoltre, “Per chi suona la campana?” insieme a Giovanni Samaritani ed Ernesto Bassignano presso il Teatro Arciliuto di Roma. Ha all’attivo dodici dischi, tra singoli e album, due film per il cinema e diverse trasmissioni radiofoniche per la RAI.

 Ti Amo da Morire Onlus

L’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, persegue finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate, in via primaria, attraverso uno “Sportello dʼAscolto Legale e/o Psicologico – Ti ascolTiAmo da Morire” dedicato a tutte le donne che si trovino sul territorio nazionale che, al di là della loro condizione sociale, culturale ed economica, subiscano, sia in ambito familiare che extrafamiliare, qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico quali ad esempio, violenza, sfruttamento, stalking, mobbing familiare, emarginazione e discriminazione, atti questi spesso preludio del ben più grave FEMMINICIDIO, nonché ai minori, appartenenti al nucleo familiare in sofferenza, vittime, sia pur in modo riflesso, di qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico nella loro condizione di soggetti svantaggiati.

Lo sportello dʼascolto fornisce consulenze qualificate e supporto tecnico da parte di avvocati, psicologi, sociologi e assistenti sociali, al fine di individuare i bisogni e fornire le prime risposte, attraverso il numero verde 800-642328, operativo in giorni e a orari stabiliti.

LʼAssociazione garantisce la gratuità dei servizi offerti e lʼanonimato.

Tra le attività secondarie, invece, vi è lʼutilizzo della cultura e di tutte le forme d’arte, perché è su queste che si gioca la partita della sopravvivenza e dello sviluppo sano della nostra società ed è per questo che “Ti Amo da Morire ONLUS” trova spazi e momenti di riflessione in tutte quelle manifestazioni culturali/artistiche (grandi e piccole) che riesce a creare o con cui riesce a interagire, predisponendo una nutrita agenda di appuntamenti a livello nazionale. “Ti Amo da Morire ONLUS”, diffonde il proprio messaggio, attraverso una ampia agenda di appuntamenti a livello nazionale quali convegni ed eventi così declinabili: CanTiAmo da Morire – ReciTiAmo da Morire – LeggiAmo da Morire – ScriViAmo da Morire – DipingiAmo da Morire – DanziAmo da Morire – DisegnAmo da Morire – FilmiAmo da Morire – FotografiAmo da Morire – PoeTiAmo da Morire – ProgetTiamo da Morire ecc…

Il progetto intende creare una vasta comunità formata da operatori, artisti, giornalisti, scrittori, registi, filmaker, fotografi, grafici, pittori, attori, intellettuali, filosofi, giuristi, psicologi, sociologi e assistenti sociali ecc… uniti dalla stessa sensibilità e convinti che con l’arte e la cultura ci si possa porre al servizio di un tema sociale così importante veicolandone e amplificandone il messaggio.

 

Teatro ARCILIUTO – Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma – Tel. +39 06 6879419

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Serata Tributo al grande paroliere della Canzone italiana Gianfranco Baldazzi – Teatro Arciliuto – Roma – 30/01/2017

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L’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, in collaborazione con – I lunedì dell’Arciliuto “Per Chi Suona la Campana?” – Ricordando Giancarlo Cesaroni e le sue “stanze polverose” lunedì 30 gennaio ha presentato in anteprima nazionale, presso il Teatro ARCILIUTO in Roma, , dell’ultimo romanzo, edito postumo da Reverdito, del grandissimo paroliere Gianfranco Baldazzi, Il Silenzio della Cattedrale, un romanzo medievale che, coerente con gli eventi storici del suo tempo, intreccia tra le sue pagine anche vicende femminili a tinte forti, scritto dall’autore subito dopo “L’uomo degli specchi”, in collaborazione con il fotografo Roberto Serra, dedicato a Lucio Dalla.

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Il poeta, giornalista e scrittore di Bologna, amico da sempre di Lucio Dalla e Ron, sul finire degli anni sessanta ha reinventato il pop italiano. Tanti i brani che portano la sua firma, tra cui “Occhi di ragazza“, “Dolce Susanna“, “Fumetto“, “Itaca”, “Piazza Grande”, “Silvie”, “La casa in riva al mare”… Baldazzi ha scritto anche testi per Mina, Gianni MorandiOrnella Vanoni e il pezzo degli StadioGrande figlio di puttana”.

Critico musicale su quotidiani e periodici, pubblica alcuni libri. I più noti: Lucio Dalla (1984) – La canzone italiana del ‘900 (1988) – Cura il libro di Lucio Dalla Parole Cantate (1988) – I nostri cantautori, con Luisella Clarotti e Alessandra Rocco (1990) – Le parole che cantavamo (2004 50&Più.) – Lucio Dalla, L’uomo degli specchi (2013). Alterna l’attività di scrittore e paroliere conducendo, per circa dieci anni, per RAI INTERNATIONAL, Il notturno italiano.

La serata si è svolta secondo il format dei lunedì di “Per Chi Suona la Campana?”, alle ore 20.00 apericena e dalle ore 21.30 musica dal vivo nella sala del teatro, preceduta però, questa volta, da una breve presentazione di Ti Amo da Morire Onlus e dalla presentazione del libro Gianfranco; a seguire i suoi amici avranno modo di raccontare aneddoti e, tra una chiacchiera e un ricordo, canteranno le canzoni scritte da Baldazzi, canzoni che non moriranno mai, esattamente come l’affetto e il ricordo di lui in noi!

La serata è stata aperta dal caro ospite Enzo Samaritani e introdotta dai “padroni di casa” Ernesto Bassignano e Lino Rufo.

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Dopo una breve presentazione dell’Associazione a cura della presidente Serenella Sèstito, la moglie di Gianfranco, Miriam Eredi Baldazzi, ha presentato il libro narrandone la genesi e gli aneddoti ad essa legati, presentando anche il suo grande collaboratore nella diffusione di questa opera Pino Martino, amico di vecchia data di Gianfranco Baldazzi. Un video di Gianfranco Baldazzi al telefono con Lucio Dalla durante un’intervista radiofonica ha preceduto l’inizio della rassegna canora. Lino Rufo ha cantato “Vorrei sapere”, un inedito scritto per lui da Baldazzi; a seguire, Rossella Seno ha interpretato un lungo stralcio del romanzo, cantando subito dopo una delle più celebri canzoni di Baldazzi “Piazza Grande”. Molte le interpretazioni susseguitesi, tra le quali “La casa in riva al mare” cantata da Grazia Di Michele, “Occhi di ragazza” cantata da Ernesto Bassignano, “Il cielo” cantata da Giovanni Samaritani. Le chitarre sono state suonate da Lino Rufo e Alberto Lombardi e, infine, tra un aneddoto e l’altro, la conclusione, con una corale “Itaca” cantata con la partecipazione del pubblico.

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Grazie a tutti gli artisti che ci sono stati e ci saranno, sempre pronti a “esserci” nonostante la fatica, l’impegno e l’assenza di profitto!

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Ringraziamenti sentiti vanno al Teatro Arciliuto in Roma, nelle persone di Enzo e Giovanni Samaritani insieme a Daniela Valle Samaritani.

Grazie anche a Simonetta Bumbi di Bumbi Mediapress che questa volta c’era.

 

La presidente

avv. Serenella Sèstito

 

Teatro ARCILIUTO – Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma – Tel. +39 06 6879419

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Associazione Ti Amo da Morire ONLUS

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L’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, persegue finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate, in via primaria, attraverso uno “Sportello dʼAscolto Legale e/o Psicologico – Ti ascolTiAmo da Morire” dedicato a tutte le donne che si trovino sul territorio nazionale che, al di là della loro condizione sociale, culturale ed economica, subiscano, sia in ambito familiare che extrafamiliare, qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico quali ad esempio, violenza, sfruttamento, stalking, mobbing familiare, emarginazione e discriminazione, atti questi spesso preludio del ben più grave FEMMINICIDIO, nonché ai minori, appartenenti al nucleo familiare in sofferenza, vittime, sia pur in modo riflesso, di qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico nella loro condizione di soggetti svantaggiati.

Lo sportello dʼascolto fornisce consulenze qualificate e supporto tecnico da parte di avvocati, psicologi, sociologi e assistenti sociali, al fine di individuare i bisogni e fornire le prime risposte, attraverso il numero verde 800-642328, operativo in giorni e a orari stabiliti.

LʼAssociazione garantisce la gratuità dei servizi offerti e lʼanonimato.

Ti Amo da Morire ONLUS” crede che sia possibile fare opera di prevenzione attraverso la cultura e per questo motivo  promuove iniziative artistiche e culturali quali mostre, concerti, rassegne, presentazioni librarie, appuntamenti didattici ecc…

Tra le attività secondarie dell’Associazione, infatti, vi è lʼutilizzo della cultura e di tutte le forme d’arte, perché è su queste che si gioca la partita della sopravvivenza e dello sviluppo sano della nostra società ed è per questo che “Ti Amo da Morire ONLUS” trova spazi e momenti di riflessione in tutte quelle manifestazioni culturali/artistiche (grandi e piccole) che riesce a creare o con cui riesce a interagire, predisponendo una nutrita agenda di appuntamenti a livello nazionale, al fine di creare una vasta comunità formata da operatori, artisti, giornalisti, scrittori, registi, filmaker, fotografi, grafici, pittori, attori, intellettuali, filosofi, giuristi, psicologi, sociologi e assistenti sociali ecc… uniti dalla stessa sensibilità e convinti che con l’arte e la cultura ci si possa porre al servizio di un tema sociale così importante veicolandone e amplificandone il messaggio.

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SINOSSI del LIBRO

IL        SILENZIO      DELLA           CATTEDRALE

ROMANZO

DI GIANFRANCO BALDAZZZI

(EDITO DA REVERDITO pagine 720 €20,00)

Firenze, 1368. Jacopo da Volterra  giovane architetto di talento, riceve dall’abate di San Giorgio al Monte la proposta di costruire l’opus francigenum sulla cima di una montagna disabitata. La pessima fama del luogo lo trattiene, ma, a vincere le sue resistenze sarà Messer Nozzo, un amico del padre che svolge traffici lucrosi tra l’ltalia e la Provenza. Gli dice che, dietro la richiesta dell’abate benedettino, si nasconde la volontà congiunta di tre potentati: Urbano V, pontefice di Avignone, il Comune di Firenze  e le Arti Maggiori della stessa città. In poche parole, si tratta di un’occasione d’oro. L’architetto non ha più motivi per rifiutare e si trasferisce sulla montagna. Qui è messo subito a dura prova: l’irruzione in massa di muratori, di artigiani e di operai ridà vita alla montagna ma la trasforma in un incontrollabile campo di battaglia.

L’esplosiva situazione comunque, grazie alle esperienze precedenti di grandi cantieri, al valido supporto dei luogotenenti – l’ingegnere Wilighelm  e il geometra Le Roy – e alla fermezza del Capitolo della Fabbrica, si compone in un miracoloso equilibrio. Con buona pace di tutti, nasce il cantiere della cattedrale. E, mentre l’impresa parte a ritmi sostenuti i protagonisti della storia cominciano a mostrare i loro lati oscuri. Messer Nozzo nasconde gelosamente il suo passato e il rapporto morboso che lo lega alla prostituta Teresa. L’abate       , Ernesto Patrizio si gloria delle sue nobili origini occitaniche e dell’ordine benedettino a cui appartiene, ma si piega con facilità a mille compromessi. II vecchio amministratore, Pietro Vicente, disprezza il suo lavoro di contabile e si considera un combattente della fede, però finisce per miniare i libri mastri del cantiere come fossero testi sacri. Ma anche l’architetto Jacopo, inflessibile sul lavoro e determinato fino alla ferocia, ha il suo tallone d’Achille: la passione che nutre da anni per Elena, ma donna che lo ricambia, ma non gli apparterrà mai completamente.

All’improvviso poi, sul cantiere si addensano nuvole nere: Messer Nozzo  che appare sempre più coinvolto, corre a lanciare l’allarme. Il Papa, gli dice, vuole lasciare Roma e tornare ad Avignone: il cantiere è a rischio. Jacopo si ribella all’idea ma la minaccia è tanto reale da creare pesanti contraccolpi all’interno dell’abbazia. In effetti il Papa tornerà  davvero in Provenza ma senza che si verifichino le previsioni catastrofiche di Nozzo. Anche se il pericolo è rientrato, l’abate si è fatto diffidente. Per avere le idee più chiare invia due spie al cantiere. La mossa si rivela avventata: irrita le maestranze e rischia di rompere gli equilibri. A dispetto di ciò, la situazione rimane sotto controllo. A parte qualche incidente, la cattedrale cresce e nel giro di tre anni attorno ad essa prende forma un piccolo borgo cinto da mura, a cui i vicini danno il nome di Fabrica. Jacopo, che soffre di un senso crescente di solitudine – gli incontri con Elena si sono fatti rari e imprevedibili – è ormai per tutti il magister mirabilis della montagna. Consolante poi gli sembrerà l’arrivo di Fresco da Barberino, poeta e musicista conosciuto anni prima che decide di fermarsi per qualche tempo. Intanto, dopo avere covato a lungo, l’ostilità contro le spie dell’abate esplode. Landino, il più giovane dei due, durante un turno di guardia subisce un tentativo di violenza da parte del capo dei tagliapietre, e reagisce scannandolo. Non ci sono testimoni, nessuno lo può accusare, ma l’Abate è in tensione e lo richiama all’abbazia. Un paio di mesi dopo, il giovane, che lo ha accompagnato a Firenze, sparisce senza lasciare traccia. Lo ritroveremo molti anni dopo ufficiale nelle file dei Visconti che stringono d’assedio Firenze. L’onnipotente Nozzo frattanto subisce uno smacco: è costretto a troncare con Teresa e per la rabbia decide di passare dalle donne ai libri – senza trascurare, si intende, gli amati traffici. E’ la prima di una serie di grottesche giravolte attraverso le quali il mercante ricostruisce l’equilibrio sconvolto da un insuccesso.

Tuttavia il sospetto di avere messo al mondo un figlio con Teresa diventerà il cruccio della sua esistenza. II cammino dell’opus francigenum continua, a volte in maniera stentata a volte trionfalmente. Solo al suo sesto anno di vita, la sua continuità incontra un nuovo, serio ostacolo. E’ ancora Nozzo a mettere Jacopo sui carboni ardenti: gli intima di chiudere in fretta i lavori e di sgomberare. A rischio non  più solo la cattedrale, gli dice, ma la sopravvivenza stessa dell’abbazia: il nuovo Papa, Gregorio XI, è entrato in rotta di collisione con Firenze, e sta per muoverle guerra: il patto siglato sei anni prima è diventato carta straccia. Con l’apertura delle ostilità, per il territorio comincia un vero calvario: la scomunica contro Firenze, la rabbiosa reazione popolare contro il Papa e la sua cacciata dai territori della Chiesa, poi a Firenze, l’episodio del Governo dei Ciompi  e il doppio conclave, uno a Roma, l’altro a Fondi da cui usciranno un pontefice con sede a Roma e l’altro ad Avignone. Davanti all’Abate si apre il baratro. L’inevitabile fine dei finanziamenti e la paura per la propria  incolumità lo spingono a un passo precipitoso: la firma dell’obbedienza avignonese.

Anche l’imperturbabile cellerario entra in crisi smette di miniare i suoi libri contabili e, nelle notti d’incubo, rivive il duro tirocinio templare all’epoca dei processi di Filippo il Bello. Jacopo però non molla col tempo il suo carattere si è indurito. La sua vicenda sentimentale ha toccato il fondo e gli resta solo il cantiere, per la sopravvivenza del quale è disposto a tutto. Anche ad entrare in conflitto armato con l’Abbazia .

Nozzo, dal canto suo, approfitta del caos, per impadronirsi della scena: blandisce in mille modi l’Abate e si dichiara disposto a sostenere da solo le spese della cattedrale. E’ un colpo di teatro che sconcerta tutti. Jacopo e i suoi vi  avvertono odore di bruciato ma non approfondiscono: quello che conta ormai è che i lavori non s’interrompano per nessuna ragione. Come di fatto accade. I tempi si dilatano ulteriormente. Passano lunghi mesi. Tra incidenti di percorso di tutti i generi, rari entusiasmi e molte delusioni, trascorrono anche gli anni. Nella storia intanto ha fatto capolino la seconda generazione di Fabrica – tra i nuovi personaggi, Mastro Pietro  suo figlio Tonio e la tenera Salvina attori di una vicenda morbosa e tragica.  Adesso il borgo si estende a macchia d’olio. E’ quasi una città, e il cantiere non ha mai smesso dì costituirne il fulcro. II sogno di grandezza dell’abate insomma, dopo mille precarietà, a un passo dalla sua realizzazione. Eppure, proprio quando l’opus francigenum già svetta contro il cielo, la comunità di Fabrica si troverà a vivere i momenti peggiori della sua storia. La peste che colpisce l’Europa porta via a Jacopo Elena. gli amici più cari e gli falcidia le maestranze. Ancora una volta saprà reagire, ma nulla potrà per scongiurare un assurdo processo del Sant’Uffizio che manda al rogo un’adolescente senza colpa. Intanto, con le indagini il Wilighelm, e le conseguenti deduzioni, i sospetti su Nozzo prendono corpo. Jacopo scopre l’identità diabolica di Nozzo e il suo vero ruolo nell’impresa: è la fine rimandata per anni e anni. Dovrà solo aspettare che il destino si compia: la nuova guerra tra Firenze e i Visconti di Milano segnerà per sempre la sorte del prestigioso cantiere. E’ l’anno 1402 dell’Incarnazione di Cristo. Dalla firma del contratto da cui aveva preso origine il progetto della cattedrale sono passati trentaquattro anni. Ed è nata, cresciuta e si accinge a morire una città che i vicini chiamano Fabrica.

 

 

 

Serata tributo al grande paroliere della Canzone italiana Gianfranco Baldazzi

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L’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, in collaborazione con – I lunedì dell’Arciliuto “Per Chi Suona la Campana?” – Ricordando Giancarlo Cesaroni e le sue “stanze polverose” è lieta di InvitarLa, lunedì 30 gennaio 2017 alle ore 20.30, presso il Teatro ARCILIUTO, Piazza Montevecchio, 5 – tra via dei Coronari e il Chiostro del Bramante, praticamente dietro piazza Navona alla presentazione, in anteprima nazionale, dell’ultimo romanzo, edito postumo da Reverdito, del grandissimo paroliere Gianfranco Baldazzi, Il Silenzio della Cattedrale, un romanzo medievale che, coerente con gli eventi storici del suo tempo, intreccia tra le sue pagine anche vicende femminili a tinte forti, scritto dall’autore subito dopo “L’uomo degli specchi”, in collaborazione con il fotografo Roberto Serra, dedicato a Lucio Dalla.

Il poeta, giornalista e scrittore di Bologna, amico da sempre di Lucio Dalla e Ron, sul finire degli anni sessanta ha reinventato il pop italiano. Tanti i brani che portano la sua firma, tra cui “Occhi di ragazza“, “Dolce Susanna“, “Fumetto“, “Itaca”, “Piazza Grande”, “Silvie”, “La casa in riva al mare”… Baldazzi ha scritto anche testi per Mina, Gianni MorandiOrnella Vanoni e il pezzo degli StadioGrande figlio di puttana”.

Critico musicale su quotidiani e periodici, pubblica alcuni libri. I più noti: Lucio Dalla (1984) – La canzone italiana del ‘900 (1988) – Cura il libro di Lucio Dalla Parole Cantate (1988) – I nostri cantautori, con Luisella Clarotti e Alessandra Rocco (1990) – Le parole che cantavamo (2004 50&Più.) – Lucio Dalla, L’uomo degli specchi (2013). Alterna l’attività di scrittore e paroliere conducendo, per circa dieci anni,  per RAI INTERNATIONAL, Il notturno italiano.

Presenterà il libro la moglie Miriam Eredi Baldazzi

La serata si svolgerà secondo il format dei lunedì di “Per Chi Suona la Campana?”, alle ore 20.00 apericena e dalle ore 21.30 musica dal vivo nella sala del teatro, preceduta però, questa volta, da una breve presentazione di Ti Amo da Morire Onlus e dalla presentazione del libro di Gianfranco; a seguire i suoi amici avranno modo di raccontare aneddoti e, tra una chiacchiera e un ricordo, canteranno le canzoni scritte da Baldazzi, canzoni che non moriranno mai, esattamente come l’affetto e il ricordo di lui in noi!

Non vogliamo svelare chi saranno gli artisti partecipanti, possiamo solo aggiungere che le sorprese saranno tante!

Vi aspettiamo!

La presidente

avv. Serenella Sèstito

Teatro ARCILIUTO – Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma – Tel. +39 06 6879419

http://www.arciliuto.it

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Associazione Ti Amo da Morire ONLUS

http://www.tiamodamorireonlus.it

 

L’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, persegue finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate, in via primaria, attraverso uno “Sportello dʼAscolto Legale e/o Psicologico – Ti ascolTiAmo da Morire” dedicato a tutte le donne che si trovino sul territorio nazionale che, al di là della loro condizione sociale, culturale ed economica, subiscano, sia in ambito familiare che extrafamiliare, qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico quali ad esempio, violenza, sfruttamento, stalking, mobbing familiare, emarginazione e discriminazione, atti questi spesso preludio del ben più grave FEMMINICIDIO, nonché ai minori, appartenenti al nucleo familiare in sofferenza, vittime, sia pur in modo riflesso, di qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico nella loro condizione di soggetti svantaggiati.

Lo sportello dʼascolto fornisce consulenze qualificate e supporto tecnico da parte di avvocati, psicologi, sociologi e assistenti sociali, al fine di individuare i bisogni e fornire le prime risposte, attraverso il numero verde 800-642328, operativo in giorni e a orari stabiliti.

LʼAssociazione garantisce la gratuità dei servizi offerti e lʼanonimato.

Ti Amo da Morire ONLUS” crede che sia possibile fare opera di prevenzione attraverso la cultura e per questo motivo  promuove iniziative artistiche e culturali quali mostre, concerti, rassegne, presentazioni librarie, appuntamenti didattici ecc…

Tra le attività secondarie dell’Associazione, infatti, vi è lʼutilizzo della cultura e di tutte le forme d’arte, perché è su queste che si gioca la partita della sopravvivenza e dello sviluppo sano della nostra società ed è per questo che “Ti Amo da Morire ONLUS” trova spazi e momenti di riflessione in tutte quelle manifestazioni culturali/artistiche (grandi e piccole) che riesce a creare o con cui riesce a interagire, predisponendo una nutrita agenda di appuntamenti a livello nazionale, al fine di creare una vasta comunità formata da operatori, artisti, giornalisti, scrittori, registi, filmaker, fotografi, grafici, pittori, attori, intellettuali, filosofi, giuristi, psicologi, sociologi e assistenti sociali ecc… uniti dalla stessa sensibilità e convinti che con l’arte e la cultura ci si possa porre al servizio di un tema sociale così importante veicolandone e amplificandone il messaggio.

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SINOSSI del LIBRO

IL        SILENZIO      DELLA           CATTEDRALE

ROMANZO

DI GIANFRANCO BALDAZZZI

(EDITO DA REVERDITO pagine 720 €20,00)

Firenze, 1368. Jacopo da Volterra  giovane architetto di talento, riceve dall’abate di San Giorgio al Monte la proposta di costruire l’opus francigenum sulla cima di una montagna disabitata. La pessima fama del luogo lo trattiene, ma, a vincere le sue resistenze sarà Messer Nozzo, un amico del padre che svolge traffici lucrosi tra l’ltalia e la Provenza. Gli dice che, dietro la richiesta dell’abate benedettino, si nasconde la volontà congiunta di tre potentati: Urbano V, pontefice di Avignone, il Comune di Firenze  e le Arti Maggiori della stessa città. In poche parole, si tratta di un’occasione d’oro. L’architetto non ha più motivi per rifiutare e si trasferisce sulla montagna. Qui è messo subito a dura prova: l’irruzione in massa di muratori, di artigiani e di operai ridà vita alla montagna ma la trasforma in un incontrollabile campo di battaglia.

L’esplosiva situazione comunque, grazie alle esperienze precedenti di grandi cantieri, al valido supporto dei luogotenenti – l’ingegnere Wilighelm  e il geometra Le Roy – e alla fermezza del Capitolo della Fabbrica, si compone in un miracoloso equilibrio. Con buona pace di tutti, nasce il cantiere della cattedrale. E, mentre l’impresa parte a ritmi sostenuti i protagonisti della storia cominciano a mostrare i loro lati oscuri. Messer Nozzo nasconde gelosamente il suo passato e il rapporto morboso che lo lega alla prostituta Teresa. L’abate       , Ernesto Patrizio si gloria delle sue nobili origini occitaniche e dell’ordine benedettino a cui appartiene, ma si piega con facilità a mille compromessi. II vecchio amministratore, Pietro Vicente, disprezza il suo lavoro di contabile e si considera un combattente della fede, però finisce per miniare i libri mastri del cantiere come fossero testi sacri. Ma anche l’architetto Jacopo, inflessibile sul lavoro e determinato fino alla ferocia, ha il suo tallone d’Achille: la passione che nutre da anni per Elena, ma donna che lo ricambia, ma non gli apparterrà mai completamente.

All’improvviso poi, sul cantiere si addensano nuvole nere: Messer Nozzo  che appare sempre più coinvolto, corre a lanciare l’allarme. Il Papa, gli dice, vuole lasciare Roma e tornare ad Avignone: il cantiere è a rischio. Jacopo si ribella all’idea ma la minaccia è tanto reale da creare pesanti contraccolpi all’interno dell’abbazia. In effetti il Papa tornerà  davvero in Provenza ma senza che si verifichino le previsioni catastrofiche di Nozzo. Anche se il pericolo è rientrato, l’abate si è fatto diffidente. Per avere le idee più chiare invia due spie al cantiere. La mossa si rivela avventata: irrita le maestranze e rischia di rompere gli equilibri. A dispetto di ciò, la situazione rimane sotto controllo. A parte qualche incidente, la cattedrale cresce e nel giro di tre anni attorno ad essa prende forma un piccolo borgo cinto da mura, a cui i vicini danno il nome di Fabrica. Jacopo, che soffre di un senso crescente di solitudine – gli incontri con Elena si sono fatti rari e imprevedibili – è ormai per tutti il magister mirabilis della montagna. Consolante poi gli sembrerà l’arrivo di Fresco da Barberino, poeta e musicista conosciuto anni prima che decide di fermarsi per qualche tempo. Intanto, dopo avere covato a lungo, l’ostilità contro le spie dell’abate esplode. Landino, il più giovane dei due, durante un turno di guardia subisce un tentativo di violenza da parte del capo dei tagliapietre, e reagisce scannandolo. Non ci sono testimoni, nessuno lo può accusare, ma l’Abate è in tensione e lo richiama all’abbazia. Un paio di mesi dopo, il giovane, che lo ha accompagnato a Firenze, sparisce senza lasciare traccia. Lo ritroveremo molti anni dopo ufficiale nelle file dei Visconti che stringono d’assedio Firenze. L’onnipotente Nozzo frattanto subisce uno smacco: è costretto a troncare con Teresa e per la rabbia decide di passare dalle donne ai libri – senza trascurare, si intende, gli amati traffici. E’ la prima di una serie di grottesche giravolte attraverso le quali il mercante ricostruisce l’equilibrio sconvolto da un insuccesso.

Tuttavia il sospetto di avere messo al mondo un figlio con Teresa diventerà il cruccio della sua esistenza. II cammino dell’opus francigenum continua, a volte in maniera stentata a volte trionfalmente. Solo al suo sesto anno di vita, la sua continuità incontra un nuovo, serio ostacolo. E’ ancora Nozzo a mettere Jacopo sui carboni ardenti: gli intima di chiudere in fretta i lavori e di sgomberare. A rischio non  più solo la cattedrale, gli dice, ma la sopravvivenza stessa dell’abbazia: il nuovo Papa, Gregorio XI, è entrato in rotta di collisione con Firenze, e sta per muoverle guerra: il patto siglato sei anni prima è diventato carta straccia. Con l’apertura delle ostilità, per il territorio comincia un vero calvario: la scomunica contro Firenze, la rabbiosa reazione popolare contro il Papa e la sua cacciata dai territori della Chiesa, poi a Firenze, l’episodio del Governo dei Ciompi  e il doppio conclave, uno a Roma, l’altro a Fondi da cui usciranno un pontefice con sede a Roma e l’altro ad Avignone. Davanti all’Abate si apre il baratro. L’inevitabile fine dei finanziamenti e la paura per la propria  incolumità lo spingono a un passo precipitoso: la firma dell’obbedienza avignonese.

Anche l’imperturbabile cellerario entra in crisi smette di miniare i suoi libri contabili e, nelle notti d’incubo, rivive il duro tirocinio templare all’epoca dei processi di Filippo il Bello. Jacopo però non molla col tempo il suo carattere si è indurito. La sua vicenda sentimentale ha toccato il fondo e gli resta solo il cantiere, per la sopravvivenza del quale è disposto a tutto. Anche ad entrare in conflitto armato con l’Abbazia .

Nozzo, dal canto suo, approfitta del caos, per impadronirsi della scena: blandisce in mille modi l’Abate e si dichiara disposto a sostenere da solo le spese della cattedrale. E’ un colpo di teatro che sconcerta tutti. Jacopo e i suoi vi  avvertono odore di bruciato ma non approfondiscono: quello che conta ormai è che i lavori non s’interrompano per nessuna ragione. Come di fatto accade. I tempi si dilatano ulteriormente. Passano lunghi mesi. Tra incidenti di percorso di tutti i generi, rari entusiasmi e molte delusioni, trascorrono anche gli anni. Nella storia intanto ha fatto capolino la seconda generazione di Fabrica – tra i nuovi personaggi, Mastro Pietro  suo figlio Tonio e la tenera Salvina attori di una vicenda morbosa e tragica.  Adesso il borgo si estende a macchia d’olio. E’ quasi una città, e il cantiere non ha mai smesso dì costituirne il fulcro. II sogno di grandezza dell’abate insomma, dopo mille precarietà, a un passo dalla sua realizzazione. Eppure, proprio quando l’opus francigenum già svetta contro il cielo, la comunità di Fabrica si troverà a vivere i momenti peggiori della sua storia. La peste che colpisce l’Europa porta via a Jacopo Elena. gli amici più cari e gli falcidia le maestranze. Ancora una volta saprà reagire, ma nulla potrà per scongiurare un assurdo processo del Sant’Uffizio che manda al rogo un’adolescente senza colpa. Intanto, con le indagini il Wilighelm, e le conseguenti deduzioni, i sospetti su Nozzo prendono corpo. Jacopo scopre l’identità diabolica di Nozzo e il suo vero ruolo nell’impresa: è la fine rimandata per anni e anni. Dovrà solo aspettare che il destino si compia: la nuova guerra tra Firenze e i Visconti di Milano segnerà per sempre la sorte del prestigioso cantiere. E’ l’anno 1402 dell’Incarnazione di Cristo. Dalla firma del contratto da cui aveva preso origine il progetto della cattedrale sono passati trentaquattro anni. Ed è nata, cresciuta e si accinge a morire una città che i vicini chiamano Fabrica.

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Presentazione di “NINA” di Irene Wolodimeroff – Teatro Arciliuto – Roma – 17/01/2017

Nell’ambito della Campagna Permanente contro la Violenza di Genere, l’AssociazioneTi Amo da Morire ONLUS”, martedì 17 gennaio 2017, presso il Teatro ARCILIUTO, in Roma, ha presentato il libro Ninadi Irene Wolodimeroff, edito da Capponi Editore in collaborazione conTi Amo da Morire ONLUS”, a cui è seguito uno spettacolo tra musica e parole “Ho visto Nina volare, il tutto sapientemente irrorato, durante l’apericena, dai vini scelti per l’occasione dal celebre analista sensoriale esperto di vini Luca Maroni.

La serata è stata introdotta della presidente dell’Associazione avv. Serenella Sèstito che ha letto una pagina del libro della Wolodimeroff…

IMG_8228 IMG_8235 IMG_8225 Sernella e Irene

“…Leggevo di quelle donne sole, disperate, spaventate, picchiate, ferite, umiliate. Donne che erano state lasciate sole da tutti, dalle amiche, dai familiari, gente che non vedeva il male, troppo visceralmente aggrappata alla forma del perbenismo.

Leggevo di storie accadute a donne come me, non abitavano solo in zone degradate oppure in altri paesi. Donne che dentro la loro vita, nella loro casa, vivevano quella stessa violenza che avevo vissuto per due anni, donne legate a delle malattie, malate anch’esse tanto da subire quelle violenze.

Prima di conoscere Maurizio, prima di quella mia fuga da lui, leggendo i giornali, oppure anche brevi notizie di questo genere su internet, scorrevo frettolosamente, le equiparavo a situazioni estreme vissute da donne depresse che non erano certo obbligate a subire quei soprusi, quindi, peggio per loro se restavano o tornavano con quegli uomini violenti. Provai pietà per loro, per quelle poverette che si vergognavano di andare al pronto soccorso con una ferita, pietà per quella signora dal fisico gracile che ogni tanto veniva in palestra dicendo che aveva sbattuto a uno spigolo, oppure che le era caduto un quadro sul braccio, oppure che aveva una tuta lunga nonostante il caldo afoso perché quella corta era in lavatrice. Provai pietà per quelle donne lasciate sole dall’incuranza, dalla stessa incuranza che provavo io verso situazioni di quel genere. Provai rabbia per quegli amici e familiari che le avevano abbandonate, lasciate sole additandole come capricciose e viziate solo perché erano troppo deboli per strillare forte, perché nessuno sentiva ciò che provavano nonostante volessero mostrarsi altro da ciò che erano, abbandonate perché troppo difficile guardare oltre le apparenze, abbandonate perché gran parte della gente non vede e non sente…”

 …ha quindi sottolineato l’importanza di “esserci” e sostenere le donne che appaiono in difficoltà e ha illustrato gli scopi e le iniziative di Ti Amo da Morire ONLUS, ponendo l’accento soprattutto sull’utilità assoluta del numero verde 800 642328, sportello d’ascolto legale e/o psicologico gratuito dell’Associazione, che garantisce l’anonimato a chi vi si rivolga.

La presidente ha continuato illustrando le varie Campagne in atto, tra cui Col Fischio che rischio, sull’uso del fischietto quale mezzo d’allerta, e Fiumi di Rosso, destinata alle aziende vinicole, una per ognuna delle 20 regioni italiane, che, sposando la Campagna, scelgono un buon vino rosso sulle cui bottiglie apporre l’etichetta Fiumi di rosso, al fine di veicolare un messaggio che sia di sensibilizzazione e che auspichi che in Italia scorrano Fiumi di rosso e non fiumi di sangue come purtroppo accade sempre più spesso

Ha poi mostrato  il numero 42  del Grande Diabolik, il quadrimestrale uscito in edicola lo scorso novembre, che contiene una pagina dedicata allo sportello d’ascolto di Ti Amo da Morire ONLUS, ringraziando Mario Gomboli, direttore editoriale di Diabolik e tutta la diabolika redazione per il SOStegno alla Onlus, anche attraverso il sito web ufficiale di Diabolik Italia www.diabolik.it, e per aver reso Eva Kant testimonial dell’Associazione, infatti, ha proseguito la presidente, dal 25 di novembre, sul sito web dell’associazione – www.tiamodamorireonlus.it – viene pubblicato ogni settimana un capitolo del libro “Quando una donna deve difendersi”, nel quale Eva Kant mette in guardia le donne dai possibili pericoli che si nascondono negli ambienti che comunemente frequentano, dettando anche regole di prevenzione e, nel caso fosse troppo tardi per prevenire, consiglia come ridurre i danni  insegnando, di volta in volta, a chi vorrà seguirla tecniche di autodifesa.

Un breve cenno è stato fatto anche al Film per il cinema “Il Volo Di Emma”, per la regia del giovane regista toscano Marco Fosini, che verrà girato in estate in collaborazione con Ti Amo da Morire ONLUS. La storia è quella di Emma, una ragazzina sedicenne, sì sognatrice e indifesa, ma soprattutto già inconsapevole vittima semplicemente perchè donna. Aspetto questo che risulta essere, oggi come sempre, ancora drammaticamente attuale nella nostra società. La volontà di chi sta lavorando al progetto è quella di sensibilizzare su più temi spesso legati fra loro, sperando che il film possa non soltanto incontrare il consenso delle sale, ma soprattutto intraprendere un percorso che inviti alla riflessione sia in ambiti scolastici, sia in tutti quelli ritenuti idonei allo scopo, tipo dibattiti, cineforum, convegni ecc…

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Ha quindi introdotto la scrittrice Irene Wolodimeroff e il suo libro NINA. La grande sensibilità e disponibilità dell’autrice per chi ha di fronte e il suo forte spirito di solidarietà femminile, l’hanno portata a collaborare con l’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, infatti, oltre a partecipare agli eventi di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, ha anche inserito, sia sulla IV di copertina che sul colophon del suo libro il Marchio distintivo della Onlus. Durante la presentazione del libro, nonostante dai suoi occhi trasparisse l’emozione del momento, ha saputo intrattenere il folto pubblico raccontando la sua opera prima, raccontando sé stessa, raccontando la vita. Molti sono stati i momenti particolarmente intensi vissuti con gli intervenuti, inevitabile conseguenza per chi parla col cuore e con l’anima.

Irene nasce a Roma da padre russo e madre romana. Studia e vive tra Roma e Parigi, dove viveva suo padre. Si sposa molto giovane, ma il suo matrimonio, dal quale sono nate tre figlie, finisce dopo pochi anni. Si risposa nel 2002, con il suo attuale marito, dal quale ha avuto altri due figli.

Nel 2014 si dedica alla scrittura di questo libro, il suo esordio, che verrà pubblicato nel novembre del 2016. La sua sensibilità la porta a scrivere, traendo spunto dai sempre più consueti fatti di cronaca, di donne che si trovano a subire violenze fisiche e morali, costrette a vivere nella paura. Il libro, che ha una narrazione fluida e scorrevole, si legge tutto d’un fiato e consente al lettore di girare nella storia assieme ai suoi personaggi creando un processo empatico che non consente, in alcuni punti, di trattenere le lacrime di commozione.

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A riportare un’atmosfera ludica e gioiosa ha pensato bene Silvia Nebbia, ospite speciale della serata, che si è cimentata in un magistrale monologo, “uscito dar core de Roma” che parlava dell’incontro di sua madre con Gabriella Ferri a Campo de’ Fiori: uno spaccato di vita “de ‘na vorta” la cui morale è che un tempo forse si litigava “ma l’omini però nun ammazzavano le moiji”. Una vera chicca che ha catalizzato l’attenzione del pubblico che appariva come rapito dalla scena d’altri tempi e dalla sua rappresentazione.

Ha preso quindi il via lo spettacolo “Ho visto Nina volare”, il cui titolo trae spunto da una nota canzone di De Andrè. Sul palco si sono alternati Rossella Seno, Lino Rufo e Giovanni Samaritani i quali, usando il libro quale filo conduttore, ne hanno letto dei brani, intervallandoli con canzoni a tema.

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Si è così passati dalla drammaticità della piece della cantattrice Rossella Seno che ha suscitato più volte sincera commozione in chi l’ascoltava,  interpretando con l’anima tanto le canzoni quanto poi le parole del libro, alle sonore risate suscitate dalle letture interpretate magistralmente da Giovanni Samaritani che, a pensarci bene, non avrà faticato poi molto visto che interpretava sé stesso: “eh sì, vi è più di una pagina che parla di un fatto realmente accaduto che vede Giovanni e suo padre Enzo Samaritani protagonisti della storia e si parla anche del Teatro Arciliuto e della moglie di Giovanni, Daniela!” Giovanni ha poi anche cantato. Lino Rufo, alla chitarra, ha accompagnato tutti, Silvia Nebbia, Rossella Seno, Giovanni Samaritani e sé stesso, regalando al pubblico attento alcuni dei suoi pezzi più belli, uno dei quali scritto per lui dal grande Gianfranco Baldazzi, che hanno aumentato il clima profondo che ormai si era creato. Al termine dello spettacolo un piccolo fuori programma, Yuki Rufo ha dedicato a Irene una bella canzone d’amore!

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Ringraziamenti sentiti vanno al Teatro Arciliuto in Roma, nelle persone di Enzo e Giovanni Samaritani insieme a Daniela Valle Samaritani, che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento mettendo a disposizione la location a titolo gratuitol’ingresso, infatti, è sempre libero!

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Grazie a Irene Wolodimeroff perché è “una che non molla mai”!

Grazie a Luca Maroni per un brindisi dai tanti perché!

Grazie a Domenico Capponi – Capponi Editore, senza la sua lungimiranza tutto questo non sarebbe accaduto!

Grazie a Silvia Nebbia che, non ha ancora fatto in tempo a conoscerci e si è messa subito a disposizione!

Grazie a Rossella Seno, instancabile e splendida Testimonial del’Associazione!

Grazie a Lino Rufo, instancabile dietro le quinte e indispensabile sul palco!

Grazie a Yuki Rufo per il lieto fine!

Grazie anche a Simonetta Bumbi di Bumbi Mediapress che anche quando non c’è ti rimane nel cuore.

Grazie, infine, a Mario Fommei, la matita più veloce del west.

Grazie a tutti gli artisti che ci sono stati e ci saranno, sempre pronti a “esserci” nonostante la fatica, l’impegno e l’assenza di profitto!

IMG_8280 IMG_8260 IMG_8282 Uscita

Ti Amo da Morire ONLUS” crede che sia possibile fare opera di prevenzione attraverso la cultura e per questo motivo  promuove iniziative artistiche e culturali quali mostre, concerti, rassegne, presentazioni librarie, appuntamenti didattici ecc…

                                                                                                               La presidente

                                                                                                      avv. Serenella Sèstito

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Silvia Nebbia

Frequenta la Civica del Piccolo Teatro di Milano. Attrice, autrice, regista, cantante e conduttrice di Radiorai, è figlia d’arte (Franco Nebbia, un “Pater” del cabaret italiano).          In teatro ha debuttato con i Giovani Milanesi per le scuole e in cabaret con le canzoni di Umberto Eco, Laura Betti, Paolo Poli. E’ stata nel trio comico La Trappola, in esclusiva per RaiDue per 4 anni. Ha lavorato con Carrà, Sabani, Mirabella, Fazio, anche come co-autrice Tv. E’ stata Polly Peachum con Dario Fo. Poi conduttrice di talk show (Teleregione), curatrice di libri e di collane di video teatro (Poltronissima De Agostini).  Collabora con le riviste: Mediterraneaonline.eu e La Rivistaintelligente.it. Per il cinema ricordiamo ruoli con Lina Wertmuller e Marco Ferreri. Con “Laura Betti e le altre- le muse di Pasolini”, arriva alla maturità drammaturgica. I suoi personaggi si ispirano alla cronaca  in un filone di teatro-cabaret di stampo europeo con uno sguardo speciale verso il mondo femminile.

 

 

Rossella Seno

Cantattrice veneziana, è presente sulla scena teatrale, televisiva e musicale con performance dalla particolare personalità. Spesso è ironica, a volte autenticamente passionale. Frequenta dapprima l’Avogaria di Venezia, poi si trasferisce a Roma continuando studi teatrali e musicali: con Carlo Merlo dell’Accademia Silvio d’Amico, seguendo il “Metodo” con Francesca De Sapio, con Beatrice Bracco, e con Michel Margotta, tutti membri dell’Actor Studio. Attrice protagonista di una o più puntate di fiction e soap televisive. (“La Dott.ssa Giò”, “Carabinieri”, “Il bello delle donne”, “La squadra”, “Un posto al sole”,…) e di uno dei tre episodi dell’opera prima di A. Zaccariello “Boom”, film per il cinema. Guest nell’opera musicale “Com’erano venute buone le ciliegie nella primavera del ‘42” di Mario Castelnuovo assieme a Lina Werthmuller ed Athina Cenci. E’ “one woman show” ne “La Rossa di Venezia” al Piccolo Ambra Jovinelli di Roma, spettacolo di Teatro-Canzone scritto con Giò Alajmo e diretto da Claudio Insegno. Con “Sex in the city”, versione teatrale italiana della nota serie televisiva, nel ruolo di Monica (Miranda) riconferma le doti di attrice di carattere, ottenendo un successo di critica e pubblico. Nel recente film “Adius” di Ezio Alovisi, dedicato al cantautore Piero Ciampi, ne interpreta “L’amore è tutto qui”, con una intensa modalità di ‘recitar-cantando’ guidata e accompagnata dal M° Lilli Greco. Rimane nella progettualità articolata e multimediale dello stesso film ed è protagonista del curioso e innovativo “Adius: AvantFilm, due storie con finale mobile” , sorta di reading teatral-musicale che mescola immagini suoni evocazioni e curiose scoperte letterarie. Dall’ esperienza cinematografica e teatrale di “Adius” ecco le tracce sonore che compongono l’ep “E il tempo se ne va” – quattro brani ciampiani diretti e arrangiati dal M° Gianni Marchetti, storico autore delle musiche di Ciampi. Il titolo che dà il nome alla registrazione si riferisce ad un inedito che è stato presentato e interpretato da Rossella Seno in anteprima al premio Ciampi 2008, meritandosi un Premio Speciale ed inserito nel package “Piero Ciampi e le sue storie” – Sony Music, uscito il 19 gennaio 2010. Voce narrante per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia nella rappresentazione teatrale per le scuole “Evviva l’Italia”, testo di Giampiero Darini. E’ stato nel frattempo presentato all’Arciliuto di Roma, all’interno della rassegna “Per chi suona la campana”, il recital “Ah, Piero Ciampi”, canzoni, testi poetici, video, registrazione della voce stessa di colui che ebbe “tutte le carte in regola per essere un artista”, con Giuliano Valori al piano e Andrea Esposito alla chitarra, un trio molto liquido, aperto, “jazzy”… La presentazione della compilation “Cosa resta di Piero Ciampi”, che raccoglie contributi dei tanti artisti che negli ultimi anni hanno realizzato omaggi al grande artista livornese, tra cui l’inedito “E il tempo se ne va”, cantato da Rossella Seno, è avvenuta Il 19 ottobre 2012 al Teatro C di Livorno. Fa inoltre parte del progetto “Il cielo degli orsi”, avviato dal cantautore Paolo Fiorucci, in favore della tutela dell’orso, con “Luna su di me”, di Fiorucci-Germini. Il 12 dicembre 2013 ha debuttato al Teatro Arciliuto di Roma con “Cara Milly” – parole d’amore e di guerra già cantate da Carla Mignone, compitate in bell’ordine da Giuseppe De Grassi. Dal 16 maggio 2014 il brano “Luna su di me“, edito dalla CNI, è acquistabile su iTunes. Parte dei proventi andranno ad Animals Asia per la liberazione e la protezione degli orsi della luna dalle fattorie della bile. Nel settembre 2014 è coinvolta nel progetto “Ti amo da morire” – campagna contro il femminicidio (Artisti vari) Dal 2007 al 2014 é stata una delle voci di Prima Pagina del Tg5. Il 19 settembre 2015 partecipa ad “Animal Aid Live” , Roma – Piazza del Popolo, il primo concerto in favore dei diritti di tutti gli animali. Esperienza che riperterà il 25 settembre del 2016, presentando la canzone di Matteo PassanteDio cane”, per non dimenticare “Angelo”, emblema di questo mondo malato e degradato, un povero cane randagio impiccato e brutalmente ucciso da quattro bastardi., Parte attiva del “Calendario Solidale 2017 – i colori delle stelle – Donne impegnate” con testi di Ezio Alessio Gensini, fotografie di Carlo Bellincampi ed elaborazioni pittoriche di Leonardo Santoli., Nel settembre 2016 incide “A tutti buonasera”, di Pino Pavone e Fabio Bianchini. Video di Francesco Felli. Brano in difesa della nostra Costituzione. È Testimonial di Ti Amo da Morire ONLUS.

 

Giovanni Samaritani

Figlio di artista, si laurea in Economia e Commercio alla LUISS di Roma, ma contemporaneamente matura la sua inclinazione nel campo artistico come attore e cantante.

Nasce a Roma nel marzo del ‘62 ed inizia a cantare da molto piccolo seguendo l’esempio del padre accompagnandolo come seconda voce in numerosi concerti spesso all’estero nei paesi europei e nelle Americhe, per ambasciate e centri culturali italiani. Durante gli studi universitari in Economia e Commercio presso la LUISS di Roma, avvantaggiato anche dalla buona conoscenza della lingua inglese, inizia a lavorare come attore in lms di produzioni straniere (BBC, Empire Studios, MGM).

Alternando ruoli manageriali in importanti società di comunicazione Publitalia ’80, Inno n Holding, Prestrojca srl.

Nel 1989 fonda assieme ad amici un gruppo musicale vocale che prende il nome di “Gruppo Arciliuto” e al quale si dedica anche per la promozione, organizzazione e pubbliche relazioni. Con il gruppo musicale inventa un format di spettacolo che anticipa il concetto di “Karaoke” e che lo porterà velocemente alla notorietà.

Nel 1991 il Gruppo Arciliuto approda sul palcoscenico del Teatro Parioli, facendo concerti per tutta la stagione teatrale, ed è presente in molte puntate del Maurizio Costanzo Show su Canale 5, reti Mediaset. A seguire è nel cast della trasmissione televisiva quotidiana a striscia “Festa di Compleanno” su Tele MonteCarlo. Partecipa all’EuroFestival, 36° concorso della canzone in Eurovisione.

Dal 1992 al 1994, alterna impegni come cantante, con il Gruppo Arciliuto, e come attore per lms italiani (es. “Le mele marce” regia R. Festacampanile) e trasmissioni televisive (varie puntate per il programma “Lezioni d’amore” regia Muccino e Leoni ed altre interpretazioni minori.
Nel 1996 il Gruppo Arciliuto partecipa su RAI 1 nel cast di “Domenica In” diretta da Mara Venier.

Dal 1997 in poi si dedica principalmente al teatro avvicinandosi al settore non solo come artista, ma anche come gestore/amministratore/produttore. Inizia partecipando in commedie assieme ad emergenti attori comici (Gabriele Cirilli, Antonio Giuliani, Stefano Fabrizi) e poi partecipando in spettacoli di tournee in tutta Italia (“Fiore di Cactus” regia S. Giordani, “Il malato immaginario” regia S. Salvati, “Maria Stuarda” regia G. Sepe, “Liliom” regia M. Panici,America” regia M. Scaparro).

Nel 2001 è direttore del Teatro Eliseo di Roma.

Dal 2001 al 2014 si interessa anche dello spazio teatrale e musicale fondato dal padre Enzo Samaritani, “Teatro Arciliuto” di Roma, per il quale inizia a curarne la direzione artistica, pur mantenendo la sua presenza come cantante, attore e produttore artistico.
Continua così ad esibirsi con il Gruppo Arciliuto e in recital con altre formazioni musicali partecipando a spettacoli teatrali come attore. Produce lo spettacolo Fred Buscaglione, “L’amico di Fred” di P. Palladino messo in scena in collaborazione con il gruppo musicale romano “I Buscaja” di e con Federico Scribani e con la regia di Stefano De Sando. Inserisce nella programmazione dello spazio la presenza di spettacoli in lingua inglese stabilmente collaborando con la Ford Entertainment e con English Theatre of Rome ampliando la conoscenza internazionale dello spazio e creandone un luogo di incontri internazionali (nel 2004 il teatro è luogo scelto per la promozione dei voti overseas per le elezioni presidenziali americane Bush/Kerry).

Svolge consulenze artistiche/musicali per la Musical Theatre Academy (MTA) diretta da Marco Bellucci.

Dal 2014 svolge anche attività come libero professionista ricoprendo il ruolo di direzione marketing della “Scientia Group Italia” e per la quale cura il posizionamento e lo sviluppo sul mercato di alcuni brevetti industriali.

Negli ultimi anni, al 2012 ad oggi, oltre agli spettacoli consolidati, come quello del Gruppo Arciliuto, che porta anche all’estero per conto di Ambasciate e Centri Culturali Italiani in Belgio, Kuwait, Marocco, Francia e Cecoslovacchia; ha successo con lo spettacolo “Diario di un pazzo” di Gogol che cura come regista; con lo spettacolo/concerto su Frank Sinatra “I remember Frank” assieme alla Gerardo Di Lella Big Band; assieme a giornalisti della musica Alfredo Saitto e Ernesto Bassignano e gli artisti Lino Rufo e Fabrizio Emigli avvia il progetto “Per chi suona la campana”, rassegna di artisti cantautori giovani e meno giovani.

 

Lino Rufo

Artista molisano, romano d’adozione, opera in campo musicale da oltre quattro decenni. Nella seconda metà degli anni ’70 fa parlare di sé per la Reunion del Naples Power in occasione della registrazione del suo secondo LP “Notte Chiara” che lo fa notare dalla critica musicale italiana e lo mette in mostra come uno degli artisti più promettenti del panorama musicale nazionale. Ed ecco che, sulla scia delle note di “Laura G”, “Amore in manicomio” e “Fa’ che mi telefoni”, Lino Rufo effettua tour massacranti con i Pooh, Vasco Rossi, Alberto Fortis e tanti altri colleghi degni di nota; ottiene gratificanti passaggi televisivi a “L’altra Domenica”; è protagonista di video clip d’autore come quello di “Figlio d’Amore” per la regia di Enzo Trapani, secondo posto al “Disco per l’Estate” e la partecipazione al Festival di Sanremo. Poi come se non bastasse, diventa programmatore e conduttore in Rai di trasmissioni importanti come “Radio Anch’io”, “Musicalmente”, “Disco Contro” e dà alla luce “Ballerina”, che è tuttora la sua canzone più conosciuta. Lino Rufo dal ‘97, ad oggi è protagonista di una frenetica attività di musica dal vivo nelle Piazze, Festival Blues Internazionali e Migliori Locali Italiani accompagnato da famosi musicisti italiani. Nel 2008 fonda un gruppo, i noGospel, con cui registra due dischi, Dal Volturno al Mississippi e Swing low…, insieme al nucleo dei quali apre le date italiane del tour mondiale di John Mayall e, in seguito, registra il primo CD di Francesco Pannofino, “Io vendo le emozioni”, con cui è attualmente in tour. Conduce, inoltre, “Per chi suona la campana?” insieme a Giovanni Samaritani, Ernesto Bassignano, Alfredo Saitto e Fabrizio Emigli presso il Teatro Arciliuto di Roma. Ha all’attivo dodici dischi, tra singoli e album, due film per il cinema e diverse trasmissioni radiofoniche per la RAI.

 

Ti Amo da Morire Onlus

L’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, persegue finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate, in via primaria, attraverso uno “Sportello dʼAscolto Legale e/o Psicologico – Ti ascolTiAmo da Morire” dedicato a tutte le donne che si trovino sul territorio nazionale che, al di là della loro condizione sociale, culturale ed economica, subiscano, sia in ambito familiare che extrafamiliare, qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico quali ad esempio, violenza, sfruttamento, stalking, mobbing familiare, emarginazione e discriminazione, atti questi spesso preludio del ben più grave FEMMINICIDIO, nonché ai minori, appartenenti al nucleo familiare in sofferenza, vittime, sia pur in modo riflesso, di qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico nella loro condizione di soggetti svantaggiati.

Lo sportello dʼascolto fornisce consulenze qualificate e supporto tecnico da parte di avvocati, psicologi, sociologi e assistenti sociali, al fine di individuare i bisogni e fornire le prime risposte, attraverso il numero verde 800-642328, operativo in giorni e a orari stabiliti.

LʼAssociazione garantisce la gratuità dei servizi offerti e lʼanonimato.

Tra le attività secondarie, invece, vi è lʼutilizzo della cultura e di tutte le forme d’arte, perché è su queste che si gioca la partita della sopravvivenza e dello sviluppo sano della nostra società ed è per questo che “Ti Amo da Morire ONLUS” troverà spazi e momenti di riflessione in tutte quelle manifestazioni culturali/artistiche (grandi e piccole) che riuscirà a creare o con cui riuscirà a interagire, predisponendo una nutrita agenda di appuntamenti a livello nazionale. “Ti Amo da Morire ONLUS”, diffonderà il proprio messaggio volto, eventualmente, anche alla raccolta di fondi da utilizzare per gli scopi propri dell’associazione, attraverso una ampia agenda di appuntamenti a livello nazionale quali convegni ed eventi così declinabili: CanTiAmo da Morire – ReciTiAmo da Morire – LeggiAmo da Morire – ScriViAmo da Morire – DipingiAmo da Morire – DanziAmo da Morire – DisegnAmo da Morire – FilmiAmo da Morire – FotografiAmo da Morire – PoeTiAmo da Morire – ProgetTiamo da Morire ecc…

Il progetto intende creare una vasta comunità formata da operatori, artisti, giornalisti, scrittori, registi, filmaker, fotografi, grafici, pittori, attori, intellettuali, filosofi, giuristi, psicologi, sociologi e assistenti sociali ecc… uniti dalla stessa sensibilità e convinti che con l’arte e la cultura ci si possa porre al servizio di un tema sociale così importante veicolandone e amplificandone il messaggio.

 

 

 

Teatro ARCILIUTO – Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma – Tel. +39 06 6879419

http://www.arciliuto.it

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Associazione Ti Amo da Morire ONLUS

http://www.tiamodamorireonlus.it

twitter: @tiamodamorire1

facebook: Associazione Ti Amo da Morire ONLUS

Ho visto Nina volare

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Nell’ambito della Campagna Permanente contro la Violenza di Genere, l’AssociazioneTi Amo da Morire ONLUS” è lieta di InvitarLa, martedì 17 gennaio 2017 alle ore 20.30, presso il Teatro ARCILIUTO, Piazza Montevecchio, 5 – tra via dei Coronari e il Chiostro del Bramante, praticamente dietro piazza Navona, alla presentazione del libro “Ninadi Irene Wolodimeroff, edito da Capponi Editore in collaborazione conTi Amo da Morire ONLUS”, cui seguirà uno spettacolo musicale, il tutto sapientemente irrorato, durante l’apericena, dai vini scelti per l’occasione dal celebre analista sensoriale esperto di vini Luca Maroni.

L’INGRESSO È LIBERO

Il Costo dell’apericena è di 10 euro.

“…il libro della Wolodimeroff non è solo la storia della vita difficile e confusa di una donna con alle spalle un’infanzia fatta di una madre, Anna Clara, ricca marchesa romana amante dell’arte e dell’ideologia comunista, «sempre senza sorriso» e che non parlava con lei, oltre che di un padre assente, il principe russo Nikolay, che si era costruito un futuro altrove e che pure lei avrebbe voluto più vicino. E’ soprattutto la denuncia di quanto profondamente può segnare la vita al fianco di un uomo violento, Maurizio, conosciuto quando la protagonista è già una madre quarantenne dell’Olgiata (quartiere residenziale e benestante di Roma) e dal quale non riesce a staccarsi se non dopo anni di soprusi e della costante demolizione della sua dignità. E’ lo spaccato triste di una donna, che rappresenta tante altre donne, che non riesce a reagire, che diventa schiava di quella prepotenza, che si sottomette e si nega pur di compiacere e placare l’indole iraconda e schizofrenica di quell’uomo che all’inizio le pare gentile e garbato, e che piano piano diventa un Orco. I tentativi di riprendere in mano la propria vita ci sono, ma senza convinzione e dopo poco l’attrazione per «il male» prevale e lei torna più volte, come e peggio di prima, tra le braccia del suo carnefice… (Lucia Pozzi per ilMessaggero Spettacoli e Cultura)”

L’autrice, sarà lieta di illustrare il suo lavoro e di intrattenere un breve dibattito con gli astanti.

A seguire lo spettacolo “Ho visto NINA Volare” il cui titolo trae spunto da una nota canzone di De Andrè. Si alterneranno, in un crescendo di emozioni, tra parole e canzoni, Rossella Seno, Giovanni Samaritani e Lino Rufo; la serata sarà arricchita dalla partecipazione straordinaria di Silvia Nebbia.

Irene Wolodimeroff

Nasce a Roma da padre russo e madre romana. Studia e vive tra Roma e Parigi dove viveva suo padre. Si sposa molto giovane ma il suo matrimonio, dal quale sono nate tre figlie, finisce dopo pochi anni. Si risposa nel 2002, con il suo attuale marito, dal quale ha avuto altri due figli.

Nel 2014 si dedica alla scrittura di questo libro, il suo esordio, che verrà pubblicato nel novembre del 2016. La sua sensibilità la porta a scrivere, traendo spunto dai sempre più consueti fatti di cronaca, di donne che si trovano a subire violenze fisiche e morali, costrette a vivere nella paura. Il libro, che ha una narrazione fluida e scorrevole, si legge tutto d’un fiato e consente al lettore di girare nella storia assieme ai suoi personaggi creando un processo empatico che non consente, in alcuni punti, di trattenere le lacrime di commozione. La grande sensibilità, disponibilità per chi ha di fronte e lo spirito di solidarietà femminile di Irene, la portano a collaborare con l’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, infatti, oltre a partecipare agli eventi di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere ha anche inserito, sia sulla IV di copertina che sul colophon del suo libro, il Marchio distintivo della Onlus.

 

Silvia Nebbia

Frequenta la Civica del Piccolo Teatro di Milano. Attrice, autrice, regista, cantante e conduttrice di Radiorai, è figlia d’arte (Franco Nebbia, un “Pater” del cabaret italiano).               In teatro ha debuttato con i Giovani Milanesi per le scuole e in cabaret con le canzoni di Umberto Eco, Laura Betti, Paolo Poli. E’ stata nel trio comico La Trappola, in esclusiva per RaiDue per 4 anni. Ha lavorato con Carrà, Sabani, Mirabella, Fazio, anche come co-autrice Tv. E’ stata Polly Peachum con Dario Fo. Poi conduttrice di talk show (Teleregione), curatrice di libri e di collane di video teatro (Poltronissima De Agostini). Collabora con le riviste: Mediterraneaonline.eu e La Rivistaintelligente.it. Per il cinema ricordiamo ruoli con Lina Wertmuller e Marco Ferreri. Con “Laura Betti e le altre- le muse di Pasolini”, arriva alla maturità drammaturgica. I suoi personaggi si ispirano alla cronaca in un filone di teatro-cabaret di stampo europeo con uno sguardo speciale verso il mondo femminile.

 

Rossella Seno

Cantattrice veneziana, è presente sulla scena teatrale, televisiva e musicale con performance dalla particolare personalità. Spesso è ironica, a volte autenticamente passionale. Frequenta dapprima l’Avogaria di Venezia, poi si trasferisce a Roma continuando studi teatrali e musicali: con Carlo Merlo dell’Accademia Silvio d’Amico, seguendo il “Metodo” con Francesca De Sapio, con Beatrice Bracco, e con Michel Margotta, tutti membri dell’Actor Studio. Attrice protagonista di una o più puntate di fiction e soap televisive. (“La Dott.ssa Giò”, “Carabinieri”, “Il bello delle donne”, “La squadra”, “Un posto al sole”,…) e di uno dei tre episodi dell’opera prima di A. Zaccariello “Boom”, film per il cinema. Guest nell’opera musicale “Com’erano venute buone le ciliegie nella primavera del ‘42” di Mario Castelnuovo assieme a Lina Werthmuller ed Athina Cenci. E’ “one woman show” ne “La Rossa di Venezia” al Piccolo Ambra Jovinelli di Roma, spettacolo di Teatro-Canzone scritto con Giò Alajmo e diretto da Claudio Insegno. Con “Sex in the city”, versione teatrale italiana della nota serie televisiva, nel ruolo di Monica (Miranda) riconferma le doti di attrice di carattere, ottenendo un successo di critica e pubblico. Nel recente film “Adius” di Ezio Alovisi, dedicato al cantautore Piero Ciampi, ne interpreta “L’amore è tutto qui”, con una intensa modalità di ‘recitar-cantando’ guidata e accompagnata dal M° Lilli Greco. Rimane nella progettualità articolata e multimediale dello stesso film ed è protagonista del curioso e innovativo “Adius: AvantFilm, due storie con finale mobile” , sorta di reading teatral-musicale che mescola immagini suoni evocazioni e curiose scoperte letterarie. Dall’ esperienza cinematografica e teatrale di “Adius” ecco le tracce sonore che compongono l’ep “E il tempo se ne va” – quattro brani ciampiani diretti e arrangiati dal M° Gianni Marchetti, storico autore delle musiche di Ciampi. Il titolo che dà il nome alla registrazione si riferisce ad un inedito che è stato presentato e interpretato da Rossella Seno in anteprima al premio Ciampi 2008, meritandosi un Premio Speciale ed inserito nel package “Piero Ciampi e le sue storie” – Sony Music, uscito il 19 gennaio 2010. Voce narrante per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia nella rappresentazione teatrale per le scuole “Evviva l’Italia”, testo di Giampiero Darini. E’ stato nel frattempo presentato all’Arciliuto di Roma, all’interno della rassegna “Per chi suona la campana”, il recital “Ah, Piero Ciampi”, canzoni, testi poetici, video, registrazione della voce stessa di colui che ebbe “tutte le carte in regola per essere un artista”, con Giuliano Valori al piano e Andrea Esposito alla chitarra, un trio molto liquido, aperto, “jazzy”… La presentazione della compilation “Cosa resta di Piero Ciampi”, che raccoglie contributi dei tanti artisti che negli ultimi anni hanno realizzato omaggi al grande artista livornese, tra cui l’inedito “E il tempo se ne va”, cantato da Rossella Seno, è avvenuta Il 19 ottobre 2012 al Teatro C di Livorno. Fa inoltre parte del progetto “Il cielo degli orsi”, avviato dal cantautore Paolo Fiorucci, in favore della tutela dell’orso, con “Luna su di me”, di Fiorucci-Germini. Il 12 dicembre 2013 ha debuttato al Teatro Arciliuto di Roma con “Cara Milly” – parole d’amore e di guerra già cantate da Carla Mignone, compitate in bell’ordine da Giuseppe De Grassi. Dal 16 maggio 2014 il brano “Luna su di me“, edito dalla CNI, è acquistabile su iTunes. Parte dei proventi andranno ad Animals Asia per la liberazione e la protezione degli orsi della luna dalle fattorie della bile. Nel settembre 2014 è coinvolta nel progetto “Ti amo da morire” – campagna contro il femminicidio (Artisti vari) Dal 2007 al 2014 é stata una delle voci di Prima Pagina del Tg5. Il 19 settembre 2015 partecipa ad “Animal Aid Live” , Roma – Piazza del Popolo, il primo concerto in favore dei diritti di tutti gli animali. Testimonial di Ti Amo da Morire ONLUS.

 

Giovanni Samaritani

Figlio di artista, si laurea in Economia e Commercio alla LUISS di Roma, ma contemporaneamente matura la sua inclinazione nel campo artistico come attore e cantante.

Nasce a Roma nel marzo del ‘62 ed inizia a cantare da molto piccolo seguendo l’esempio del padre accompagnandolo come seconda voce in numerosi concerti spesso all’estero nei paesi europei e nelle Americhe, per ambasciate e centri culturali italiani. Durante gli studi universitari in Economia e Commercio presso la LUISS di Roma, avvantaggiato anche dalla buona conoscenza della lingua inglese, inizia a lavorare come attore in lms di produzioni straniere (BBC, Empire Studios, MGM).

Alternando ruoli manageriali in importanti società di comunicazione Publitalia ’80, Inno n Holding, Prestrojca srl.

Nel 1989 fonda assieme ad amici un gruppo musicale vocale che prende il nome di “Gruppo Arciliuto” e al quale si dedica anche per la promozione, organizzazione e pubbliche relazioni. Con il gruppo musicale inventa un format di spettacolo che anticipa il concetto di “Karaoke” e che lo porterà velocemente alla notorietà.

Nel 1991 il Gruppo Arciliuto approda sul palcoscenico del Teatro Parioli, facendo concerti per tutta la stagione teatrale, ed è presente in molte puntate del Maurizio Costanzo Show su Canale 5, reti Mediaset. A seguire è nel cast della trasmissione televisiva quotidiana a striscia “Festa di Compleanno” su Tele MonteCarlo. Partecipa all’EuroFestival, 36° concorso della canzone in Eurovisione.

Dal 1992 al 1994, alterna impegni come cantante, con il Gruppo Arciliuto, e come attore per lms italiani (es. “Le mele marce” regia R. Festacampanile) e trasmissioni televisive (varie puntate per il programma “Lezioni d’amore” regia Muccino e Leoni ed altre interpretazioni minori.
Nel 1996 il Gruppo Arciliuto partecipa su RAI 1 nel cast di “Domenica In” diretta da Mara Venier.

Dal 1997 in poi si dedica principalmente al teatro avvicinandosi al settore non solo come artista, ma anche come gestore/amministratore/produttore. Inizia partecipando in commedie assieme ad emergenti attori comici (Gabriele Cirilli, Antonio Giuliani, Stefano Fabrizi) e poi partecipando in spettacoli di tournee in tutta Italia (“Fiore di Cactus” regia S. Giordani, “Il malato immaginario” regia S. Salvati, “Maria Stuarda” regia G. Sepe, “Liliom” regia M. Panici,America” regia M. Scaparro).

Nel 2001 è direttore del Teatro Eliseo di Roma.

Dal 2001 al 2014 si interessa anche dello spazio teatrale e musicale fondato dal padre Enzo Samaritani, “Teatro Arciliuto” di Roma, per il quale inizia a curarne la direzione artistica, pur mantenendo la sua presenza come cantante, attore e produttore artistico.
Continua così ad esibirsi con il Gruppo Arciliuto e in recital con altre formazioni musicali partecipando a spettacoli teatrali come attore. Produce lo spettacolo Fred Buscaglione, “L’amico di Fred” di P. Palladino messo in scena in collaborazione con il gruppo musicale romano “I Buscaja” di e con Federico Scribani e con la regia di Stefano De Sando. Inserisce nella programmazione dello spazio la presenza di spettacoli in lingua inglese stabilmente collaborando con la Ford Entertainment e con English Theatre of Rome ampliando la conoscenza internazionale dello spazio e creandone un luogo di incontri internazionali (nel 2004 il teatro è luogo scelto per la promozione dei voti overseas per le elezioni presidenziali americane Bush/Kerry).

Svolge consulenze artistiche/musicali per la Musical Theatre Academy (MTA) diretta da Marco Bellucci.

Dal 2014 svolge anche attività come libero professionista ricoprendo il ruolo di direzione marketing della “Scientia Group Italia” e per la quale cura il posizionamento e lo sviluppo sul mercato di alcuni brevetti industriali.

Negli ultimi anni, al 2012 ad oggi, oltre agli spettacoli consolidati, come quello del Gruppo Arciliuto, che porta anche all’estero per conto di Ambasciate e Centri Culturali Italiani in Belgio, Kuwait, Marocco, Francia e Cecoslovacchia; ha successo con lo spettacolo “Diario di un pazzo” di Gogol che cura come regista; con lo spettacolo/concerto su Frank Sinatra “I remember Frank” assieme alla Gerardo Di Lella Big Band; assieme a giornalisti della musica Alfredo Saitto e Ernesto Bassignano e gli artisti Lino Rufo e Fabrizio Emigli avvia il progetto “Per chi suona la campana”, rassegna di artisti cantautori giovani e meno giovani.

 

Lino Rufo

Artista molisano, romano d’adozione, opera in campo musicale da oltre quattro decenni. Nella seconda metà degli anni ’70 fa parlare di sé per la Reunion del Naples Power in occasione della registrazione del suo secondo LP “Notte Chiara” che lo fa notare dalla critica musicale italiana e lo mette in mostra come uno degli artisti più promettenti del panorama musicale nazionale. Ed ecco che, sulla scia delle note di “Laura G”, “Amore in manicomio” e “Fa’ che mi telefoni”, Lino Rufo effettua tour massacranti con i Pooh, Vasco Rossi, Alberto Fortis e tanti altri colleghi degni di nota; ottiene gratificanti passaggi televisivi a “L’altra Domenica”; è protagonista di video clip d’autore come quello di “Figlio d’Amore” per la regia di Enzo Trapani, secondo posto al “Disco per l’Estate” e la partecipazione al Festival di Sanremo. Poi come se non bastasse, diventa programmatore e conduttore in Rai di trasmissioni importanti come “Radio Anch’io”, “Musicalmente”, “Disco Contro” e dà alla luce “Ballerina”, che è tuttora la sua canzone più conosciuta. Lino Rufo dal ‘97, ad oggi è protagonista di una frenetica attività di musica dal vivo nelle Piazze, Festival Blues Internazionali e Migliori Locali Italiani accompagnato da famosi musicisti italiani. Nel 2008 fonda un gruppo, i noGospel, con cui registra due dischi, Dal Volturno al Mississippi e Swing low…, insieme al nucleo dei quali apre le date italiane del tour mondiale di John Mayall e, in seguito, registra il primo CD di Francesco Pannofino, “Io vendo le emozioni”, con cui è attualmente in tour. Conduce, inoltre, “Per chi suona la campana?” insieme a Giovanni Samaritani, Ernesto Bassignano, Alfredo Saitto e Fabrizio Emigli presso il Teatro Arciliuto di Roma. Ha all’attivo dodici dischi, tra singoli e album, due film per il cinema e diverse trasmissioni radiofoniche per la RAI.

 

Ti Amo da Morire Onlus

L’Associazione Ti Amo da Morire Onlus, persegue finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate, in via primaria, attraverso uno “Sportello dʼAscolto Legale e/o Psicologico – Ti ascolTiAmo da Morire” dedicato a tutte le donne che si trovino sul territorio nazionale che, al di là della loro condizione sociale, culturale ed economica, subiscano, sia in ambito familiare che extrafamiliare, qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico quali ad esempio, violenza, sfruttamento, stalking, mobbing familiare, emarginazione e discriminazione, atti questi spesso preludio del ben più grave FEMMINICIDIO, nonché ai minori, appartenenti al nucleo familiare in sofferenza, vittime, sia pur in modo riflesso, di qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico nella loro condizione di soggetti svantaggiati.

Lo sportello dʼascolto fornisce consulenze qualificate e supporto tecnico da parte di avvocati, psicologi, sociologi e assistenti sociali, al fine di individuare i bisogni e fornire le prime risposte, attraverso il numero verde 800-642328, operativo in giorni e a orari stabiliti.

LʼAssociazione garantisce la gratuità dei servizi offerti e lʼanonimato.

Tra le attività secondarie, invece, vi è lʼutilizzo della cultura e di tutte le forme d’arte, perché è su queste che si gioca la partita della sopravvivenza e dello sviluppo sano della nostra società ed è per questo che “Ti Amo da Morire ONLUS” troverà spazi e momenti di riflessione in tutte quelle manifestazioni culturali/artistiche (grandi e piccole) che riuscirà a creare o con cui riuscirà a interagire, predisponendo una nutrita agenda di appuntamenti a livello nazionale. “Ti Amo da Morire ONLUS”, diffonderà il proprio messaggio volto, eventualmente, anche alla raccolta di fondi da utilizzare per gli scopi propri dell’associazione, attraverso una ampia agenda di appuntamenti a livello nazionale quali convegni ed eventi così declinabili: CanTiAmo da Morire – ReciTiAmo da Morire – LeggiAmo da Morire – ScriViAmo da Morire – DipingiAmo da Morire – DanziAmo da Morire – DisegnAmo da Morire – FilmiAmo da Morire – FotografiAmo da Morire – PoeTiAmo da Morire – ProgetTiamo da Morire ecc…

Il progetto intende creare una vasta comunità formata da operatori, artisti, giornalisti, scrittori, registi, filmaker, fotografi, grafici, pittori, attori, intellettuali, filosofi, giuristi, psicologi, sociologi e assistenti sociali ecc… uniti dalla stessa sensibilità e convinti che con l’arte e la cultura ci si possa porre al servizio di un tema sociale così importante veicolandone e amplificandone il messaggio.

 

Teatro ARCILIUTO – Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma – Tel. +39 06 6879419

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LA CATASTROFE COME ORIZZONTE DEL VALORE il Saggio di Giuseppe Limone

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Se il diritto può nascere dopo la catastrofe 1, i valori non possono che precederla. La catastrofe come orizzonte del valore2non è solo il mero esercizio di rigore teoretico o l’esempio di pensiero cognitivista (o, come scrive l’autore, persino buonista) di chi intende dare una definizione dei valori. L’autore, col suo percorso, dimostra l’esistenza inconfutabile delsentimento di percettibilità dei valori che viene alla luce nei momenti di maggiore pericolo per la Lebensform. Le approssimazioni che Giuseppe Limone compie per arrivare al profondo della nozione di catastrofe valgono, per trasposizione, per la sua opera: così come il termine catastrofe può indicare – singolarmente o complessivamente – l’epocalità dell’evento, l’interruzione qualitativa della Forma di vita, l’identità data dalla sorte di un pericolo comune e, infine, il significato simbolico che cattura gli eventi di risonanza emozionale; così l’intero scritto tocca strati contigui appartenenti a diversi livelli ermeneutici. Ilprimo livello, definibile come storico-filosofico, che dall’età moderna arriva alla contemporaneità, ha come punto focale le diverse prospettive dalle quali origina il pensare sociale degli autori citati (non solo Jean-Jacques Rousseau, Antonio Rosmini e Simone Weil, ai quali sono dedicati interi paragrafi, ma anche Hobbes, Locke, Grozio, Feuerbach, Heidegger, Husserl, Sartre, Nussbaum, Bauman; solo per citarne alcuni). Il secondo livello, che espone alla luce le interruzioni della qualità della vita – ovvero le catastrofi – che hanno accompagnato l’umanità fin dall’acquisizione di un pensiero intelligente. Il terzo livello, portato alla luce con maggiore incisività nella parte finale del testo, illustrante il sentimento di pericolo comune generato da una errata percezione della responsabilità propria – e di tutti – che scaturisce dalla libertà. Il quarto livello – ovvero della sorte comune – in cui si dà realizzazione al titolo dell’opera, dimostrando la funzione assiologicamente positiva del male comune che si scatena nei confini identitari. Ma è con un ulteriorequinto passo che si rivela l’intento dell’autore: in questo spazio ermeneutico, il lettore non è solo un mero fruitore, è egli stesso il «vicario3» su cui si abbatte, per sostituzione simbolica, l’energia esortativa del testo. Solo in quest’ultimo punto profondo del pensiero di Limone, il lettore si accorge di essere al fianco dell’autore o, meglio ancora, di essere seduto sul medesimo ramo che qualcuno e qualcosa stanno segando. È proprio con quest’ultimo passo che si va ben oltre il cognitivismo e ilnoncognitivismo per approdare al falsificazionismo etico, il quale in modo apofatico dimostra l’esistenza dei valori e la loro percettibilità. Partendo proprio da quest’ultimo fronte, cioè da quello falsificazionista – che, tradotto in altri termini, equivale a dire: “io non so definire i valori, ma percepisco cosa non si deve fare per salvaguardare la Forma di vita alla quale appartengo” –, il problema che si apre è quello del coefficiente di percettibilità dei valori stessi. Esiste un pericolo concreto nel misconoscimento e Limone, fra le righe, avverte i suoi stessi detrattori: il lettore disattento alla sua stessa sorte, l’intellettuale che continua ad osservare l’Apocalisse in televisione pensando alla critica da muovere il giorno dopo a San Giovanni, l’accademico che chiededi essere valutato per il dove e non per il cosa abbia scritto, il burocrate che intende ridurre la persona a una mera pratica da sbrigare. Tutto si muove e si condensa alla scala dell’umano, del concreto, del reale. Nel mondo macchinico fotografato dall’autore – mondo dell’impersonale che obbliga a guardare alla terza persona il Tu e che ci seduce a chiedere di essere privati dell’umano – il Mickey Mouse di Benjamin4, dotato da noi stessi persino dell’a-temporalità e dell’a-spazialità, emblema della spersonalizzazione e della de-umanizzazione, ci accompagna sincronicamente nel presente e ci attende diacronicamente dal futuro passeggiando sul crinale che segna il punto di non ritorno oltre il quale la Forma di vita implode.

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Fonte: Società Filosofica Italiana – Sezione di Sulmona “Giuseppe Capograssi” di Pasquale Viola


Presentazione di LA CATASTROFE COME ORIZZONTE DEL VALORE – Teatro Arciliuto – Roma

“Sei ore e ventitré minuti” di Domitilla Shaula Di Pietro

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Nell’ambito della Campagna Permanente contro la Violenza di Genere, l’AssociazioneTi Amo da Morire ONLUS”, martedì 15 novembre 2016, presso il Teatro ARCILIUTO, in Roma, ha presentato il libro “Sei ore e ventitré minutidi Domitilla Shaula Di Pietro, edito da Fanucci e distribuito in tutte le librerie laFeltrinelli, cui è seguito uno spettacolo musicale.

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La serata è stata introdotta della presidente dell’Associazione avv. Serenella Sèstito che ha illustrato gli scopi e le iniziative di Ti Amo da Morire ONLUS, ponendo l’accento soprattutto sull’utilità assoluta del numero verde 800 642328, sportello d’ascolto legale e/o psicologico gratuito che garantisce l’anonimato a chi vi si rivolga.

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La stessa, ha poi presentato, indossato da Rossella Seno, il Gilet prodotto da Vegan Life Italy, il nuovo brand di riferimento per il vestire sano e consapevole, vegano ed etico, nato dalla riflessione e dall’analisi delle statistiche circa il fenomeno del femminicidio, inteso con l’ampia accezione di violenza di genere, in Italia. I tre tessuti che lo compongono hanno funzioni di ignifugicità, cioè non sono infiammabili, resistono al taglio, allo sfregamento con oggetti metallici e anche agli acidi corrosivi. Il Gilet è dotato anche di un fischietto, utile a richiamare l’attenzione in caso di aggressione o di fuga dall’aggressore, ed è riconosciuto in tutto il mondo come segno distintivo di pericolo assoluto.

Successivamente, la presidente della ONLUS Serenella Sèstito, ha mostrato il numero 42 del Grande Diabolik, il quadrimestrale appena uscita in edicola, che contiene una pagina dedicata allo sportello d’ascolto di Ti Amo da Morire ONLUS, ringraziando Mario Gomboli, direttore editoriale di Diabolik, e tutta la diabolika redazione per aver reso Eva Kant testimonial dell’Associazione. La splendida compagna di Diabolik dal 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, proprio dal sito web dell’associazione – www.tiamodamorireonlus.it – metterà in guardia le rappresentanti del sesso femminile dai possibili pericoli che si nascondono negli ambienti quotidiani, dettando regole di prevenzione e, nel caso fosse troppo tardi per prevenire, consiglierà come ridurre i danni. Eva Kant, che non si perde mai d’animo, insegnerà le tecniche di autodifesa, di volta in volta, a chi vorrà seguirla.

A seguire, Domitilla Shaula Di Pietro ha introdotto il suo romanzo autobiografico, rendendo partecipe il pubblico tanto delle emozioni provate in quelle maledette Sei ore e ventitré minuti quanto poi dei suoi progetti futuri a sostegno di chi, come lei, si è trovata a vivere episodi violenti e di chi, attraverso la sua sensibilizzazione sull’argomento, potrà evitarli. L’attore e regista Claudio Castana ha letto, interpretandolo, un brano del libro.

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Il clou della serata si è avuto nel momento in cui la presidente ha chiesto a Domitilla Shaula Di Pietro di voltare le spalle al palco e non girarsi: è stato il momento di una sorpresa inaspettata… dal pianoforte sono cominciate a risuonare delle note e una voce, in parte volutamente camuffata, ha intonato una canzone “… io sono così, una che piange allegra, una che soffia le nuvole lontano, lontano perché piova di meno…   …. io sono così come pioggia col sole… … malgrado te, l’amo ancora la vita!”. Non c’è voluto troppo tempo che Domitilla riconoscesse quella voce che cantava “Shaula”, la splendida canzone che Erminio Sinni aveva scritto per lei e che parla della sua sofferta vicenda, che non le impedisce, nonostante tutto, di continuare a vivere e amare la vita.

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La commozione è stata tantissima e ha toccato il cuore di tutti i presenti… Grazie Erminio Sinni!

Claudio Castana, dopo aver parlato di sé e delle iniziative che lo vedono coinvolto nel sociale, ha commentato il video della Federazione Italiana Canottaggio che, attraverso la regata maschile e femminile open “Via le Mani”, intende sensibilizzare circa il fenomeno del femminicidio e la violenza di genere. La manifestazione si è tenuta presso il Circolo Canottieri Roma.

La serata è continuata con “Uomini che amano le donne”, uno spettacolo musicale che ha visto grandi artisti quali Ernesto Bassignano, Roberto Kunstler, Giovanni Samaritani, Lino Rufo, Marco  e Yuki Rufo alternarsi tra musica e poesia.

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Ringraziamenti sentiti vanno al Teatro Arciliuto in Roma, nelle persone di Enzo e Giovanni Samaritani insieme a Daniela Valle Samaritani, che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento mettendo a disposizione la location a titolo gratuitol’ingresso, infatti, è sempre libero!

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Grazie anche a Simonetta Bumbi di Bumbi Mediapress.

Ti Amo da Morire ONLUS” crede che sia possibile fare opera di prevenzione attraverso la cultura e per questo motivo promuove iniziative artistiche e culturali quali mostre, concerti, rassegne, presentazioni librarie, appuntamenti didattici ecc…

 

La Presidente

avv. Serenella Sèstito

 

Teatro ARCILIUTO – Piazza Montevecchio, 5
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La storia del teatro Arciliuto

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Il Teatro Arciliuto è situato all’interno di Palazzo Chiovenda, antica dimora cinquecentesca in Piazza di Montevecchio. Realizzato nei primi anni del XVI secolo accorpando strutture abitative preesistenti su progetto dell’architetto Baldassarre Peruzzi, discepolo di Raffaello, l’edificio poggia sopra le antiche strutture di una villa romana del II secolo, i cui resti sono ancora visibili nei sotterranei del palazzo. Nel fervore della Roma rinascimentale, che proprio allora risorgeva a nuovi fasti dopo secoli di decadenza, non era insolito da parte degli architetti utilizzare come fondamenta per i nuovi palazzi in costruzione le rovine dell’antica Roma imperiale, spogliandole dei marmi a beneficio delle famiglie nobili del tempo. Il Peruzzi non faceva eccezione, lo testimoniano le delicate colonne in marmo pregiato che sorreggono i soffitti a vele incrociate del Salotto Musicale: preziosi reperti di epoca romana sormontati da capitelli in travertino di foggia cinquecentesca.
Leggenda vuole che il palazzo fosse la residenza romana dei signori di Montevecchio, originari di Urbino, e quindi la prima dimora di Raffaello nella città dei papi quando l’artista urbinate, ancora giovanissimo ma già celebre, lasciò la città natale per mettere la sua arte al servizio di Papa Giulio II. Tesi suggestiva che sembrerebbe confermata da un particolare: i locali situati a pianoterra di Palazzo Chiovenda, affacciati sulla piazza di Montevecchio e illuminati internamente da una chiostrina, presentano effettivamente un piccolo affresco a lunetta raffigurante una Madonna con Bambino che certamente è di scuola raffaelliana. Quegli stessi locali, oggi il Salotto Musicale del Teatro Arciliuto, sono da sempre noti nel quartiere come “studiolo d’artista”. Non c’è da stupirsi se qualcuno si spinge persino a dire “studiolo di Raffaello”.
Questa la leggenda. La verità storica, tuttavia, è altra cosa.
Certo è che Raffaello, tra il 1516 e il 1517, lavorò alle decorazioni della vicina chiesa di Santa Maria della Pace, opera cui partecipò anche il Peruzzi. Ma a quel tempo l’artista non poteva essere ospite dei suoi aristocratici concittadini. Questo perché Piazza di Montevecchio non deve affatto il suo nome al casato dei Conti di Montevecchio, i quali con ogni probabilità non vi hanno mai messo piede. Il “monte” di cui si parla è in realtà il Monte di Pietà, istituito da Papa Sisto V nel rione Ponte e in seguito trasferito altrove. Quando, nel 1752, per volere di Clemente VIII la pia istituzione venne spostata nei pressi del ponte gianicolense, la piazzetta che delimitava il luogo dove sorgeva l’antico Monte divenne per tutti “piazza del Monte vecchio”, da cui Montevecchio.
Sebbene non sia mai stato abitato dai Conti di Montevecchio e difficilmente abbia ospitato lo studiolo di Raffaello, il palazzo disegnato dal Peruzzi ha conosciuto nel corso dei secoli numerosi proprietari ed è passato di mano in mano, in una successione di epoche e mode diverse e di diversi signori che di volta in volta hanno vissuto all’interno delle sue mura. L’ultima casata, i Chiovenda, alienò il palazzo nella prima metà del ‘900. Da allora la proprietà fu frazionata, i locali interni destinati alle utilizzazioni più disparate. Le delicate colonne romane e l’affresco della Madonna con Bambino furono muti testimoni prima di una gelateria, poi di un laboratorio di falegnameria. Tutto questo fino al 1966.
Nell’ottobre del 1966, un poeta e moderno cantastorie di origine napoletana sta cercando un luogo a Roma dove coltivare serenamente la sua arte e mettere finalmente radici, dopo tanto viaggiare in giro per il mondo.
Ecco come Enzo Samaritani racconta nelle sue memorie il suo arrivo a Piazza di Montevecchio:

Traversammo Piazza Navona assolata. (…) Percorremmo Via di Tor Millina, sostammo qualche minuto in Piazza della Pace per permettere il passaggio di un carretto pericolosamente stracarico di anticaglie. Con quel sole, la splendida chiesa di S.Maria della Pace era quasi abbagliata, dava l’assurda sensazione di stare guardando un fondale di teatro sospeso nell’aria.
Imboccammo il contorto Vicolo dell’Oste. Il sole giocava con gli angoli dei tetti e proiettava a terra triangoli di ombre. Passammo di fronte alla Trattoria del Carbonaro e ai cadenti palazzi anneriti dal tempo. A sinistra, l’ex-palazzetto di giustizia di Sisto V. Accanto a questo un altro più stretto, con tanto di nome di proprietà: “Casa di Pietro Baronchelli”. Poi un altro ancora, più nobile di architettura e di grandezza, che dava il nome anche al piccolo slargo nel quale arrivammo: Piazzetta di Montevecchio, pare dal nome di un casato di duchi o conti. Era quello il posto!
Curioso. Erano passati perlomeno quindici anni dall’ultima volta che avevo fatto quel percorso, mi ricordavo l’allegro mercatino della frutta e verdura che si vedeva prima del Vicolo dell’Oste. Ero, allora, approdato proprio in quella piazzetta di Montevecchio e mi ero fermato a guardare quel palazzo, proprio come stavo facendo ora con Paolo.
La sensazione che fosse destino che io mi trovassi lì era fortissima. Quel palazzo determina la piazza, con tre portali alla base che accompagnano il declivio della stradina che conduce alla Via dei Coronari e scivola dolcemente verso Tor di Nona dove anticamente, prima della costruzione dei muraglioni del Lungotevere, c’era l’approdo di piccole barche per la pesca.
Quei tre portali rappresentavano non solo una logica architettonica, ma soprattutto l’aspetto organizzativo della vita sociale di una certa nobiltà del quindicesimo secolo. Il portale più piccolo, occupato ora da un laboratorio di restauro, era l’ingresso privato dei signori: attraverso un corridoio con volta a botte e vele incrociate, portava sia alla scala per il piano nobile che all’impluvio centrale del palazzo. Il portale successivo, più grande, era l’ingresso di rappresentanza che si apriva solo per i grandi ricevimenti e l’ultimo, ancora più grande, utilizzato ora come garage per i condòmini, era un tempo la rimessa delle carrozze e la stalla per i cavalli.
Non che oggi sia cambiato niente: a distanza di cinquecento anni, le case borghesi contemporanee si costruiscono ancora con lo stesso criterio. Doppio ingresso, uno padronale e l’altro di servizio, cantina e posto macchina.
Paolo mi guidò nella bottega del restauratore, un lungo corridoio stracolmo di tavolacce vecchie, cornici appoggiate alle pareti, modelli per intarsio, scalpelli, pialle e piallette, martelli e tanta polvere e segatura dappertutto. L’artigiano, un uomo piccolo e magro dagli occhi vivaci, ci spiegò che il suo locale era tutto lì, ma che oltre la parete in fondo c’erano altre due stanze molto ampie, occupate da un falegname.
Andammo a cercare il falegname.
Questa volta entrammo dal portone principale. Nell’androne sentimmo il ronzio di una sega circolare provenire da una piccola porta a sinistra. Entrammo. La prima cosa che vidi, quasi sommerse da scheletri di mobili e tavole piallate, furono tre colonne romane. Reggevano degli archi e delle volte a vele incrociate. Si intravedeva, a sinistra, una grande finestra incorniciata di travertino e protetta da un’antica inferriata.
Avanzammo con difficoltà tra un mobile e l’altro per raggiungere l’altra stanza, guidati dal rumore della sega. Una serie di lunette decorava il soffitto a volta unica. A sinistra, un grande arco sorretto anch’esso da colonne apriva a un’ampia nicchia, soffocata di tavole grezze e pezzacci di legno.
Il falegname ci accolse quasi con sollievo. «Sono stanco di fare questo mestiere» disse, «si guadagna troppo poco, e la fatica è tanta. E poi», aggiunse, «sono solo. Non ho nessuno cui lasciare la falegnameria».
«Sarebbe disposto allora ad affittare il locale? », chiese Paolo.
L’altro aprì le braccia.
«Beh, se mi date una pensione… »
Uscimmo di nuovo al sole. Io non stavo più nella pelle. Si poteva fare! Quel palazzo era perfetto. Dopo tanto cercare, sentivo per la prima volta che potevo creare il mio giardino, con tanto di fiori-musica e di alberi-poesia. Un giardino con siepi e prati ben potati, con aiuole di rose, primule, viole e girasoli. Un giardino pubblico, dove chiunque potesse andare a respirare una boccata di aria buona (…).

 

da“Il Pane del Girasole”, di Enzo Samaritani.

Il Teatro Arciliuto viene inaugurato l’11 novembre 1967. Da allora, Enzo Samaritani porta avanti la sua ricerca dedicata alla bellezza, insieme a un’appassionata campagna in difesa delle lingue e dei dialetti.

Domitilla Shaula Di Pietro – “Sei ore e ventitré minuti”

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Martedì 15 novembre 2016 alle ore 20.30

nell’ambito della Campagna Permanente contro la Violenza di Genere,

l’Associazione Ti Amo da Morire ONLUS presenta:

Domitilla Shaula Di Pietro

e il suo libro

Sei ore e ventitré minuti”.

L’autrice, presente in sala, presenterà il suo romanzo autobiografico e l’attore e regista Claudio Castana ne interpreta le atmosfere.
Domitilla Shaula Di Pietro è nata e cresciuta a Roma. Si sposa poco più che ventenne e dedica la sua vita ai figli. A quarant’anni diventa pittrice quasi per caso, riscuotendo fin da subito un buon successo. Dopo due sceneggiature scritte per il cinema, Sei ore e ventitré minuti è il suo primo romanzo.
a seguire:

“Uomini che amano le donne”

Canzoni e Poesie con:
Ernesto Bassignano
Roberto Kunstler
Giovanni Samaritani
Lino Rufo
Marco
Yuki Rufo

Introduce Claudio Castana

Dalle 20.30 alle 21.30 apericena con buffet €10,00 (è l’unico provento destinato al teatro che offre la location a titolo gratuito) e l’ingresso è libero!

Teatro ARCILIUTO – Piazza Montevecchio, 5
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Scopo dell’associazione è svolgere finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate, attraverso uno “Sportello d’Ascolto Legale e/o Psicologico – Ti ascolTiAmo da Morire” dedicato a tutte le donne che si trovino sul territorio nazionale e che, al di là della loro condizione sociale, culturale ed economica, subiscano, sia in ambito familiare che extrafamiliare, qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico quali ad esempio, violenza, sfruttamento, stalking, mobbing familiare, emarginazione e discriminazione, atti questi spesso preludio del ben più grave FEMMINICIDIO, nonché ai minori, appartenenti al nucleo familiare in sofferenza, vittime, sia pur in modo riflesso, di qualsiasi tipo di maltrattamento fisico o psichico nella loro condizione di soggetti svantaggiati.
Lo sportello d’ascolto fornisce consulenze qualificate e supporto tecnico da parte di avvocati, psicologi, sociologi e assistenti sociali, al fine di individuare i loro bisogni e fornire le prime risposte, mediante il numero verde 800-642328, in questo ambito l’associazione si propone, inoltre, di indirizzare i soggetti sottoposti a maltrattamenti, che a essa si rivolgono, in caso di necessità e al fine di sottrarle all’imminente pericolo, verso associazioni similari fornite di strutture protette per l’accoglienza, che avrà cura di individuare, siano esse private o pubbliche, sia in ambito regionale quanto in ambito nazionale.
L’associazione garantisce la gratuità dei servizi offerti e l’anonimato.